L’assoluzione definitiva dalle accuse emerse nell’inchiesta Reset riporta al centro del dibattito politico rendese Marcello Manna, ex sindaco della città e leader del movimento Laboratorio Civico. Nel corso di una conferenza stampa organizzata a Rende, in un locale affacciato su piazza Borromeo, l’ex primo cittadino ha affrontato le conseguenze politiche e amministrative del commissariamento del Comune, chiedendo chiarimenti sulle ragioni che determinarono l’interruzione della sua esperienza amministrativa.
Al centro dell’intervento, oltre alla vicenda giudiziaria ormai conclusa, anche il comportamento delle istituzioni regionali e locali, il futuro della città e la necessità di costruire una nuova classe dirigente in Calabria.
Le richieste di chiarimento dopo l’assoluzione
Uno dei temi principali sollevati da Manna riguarda l’assenza di un confronto pubblico sulle circostanze che portarono al commissariamento del Comune di Rende. L’ex sindaco ha richiamato le posizioni assunte in passato da diversi rappresentanti istituzionali, interrogandosi sul silenzio seguito agli ultimi sviluppi giudiziari.
Nel suo intervento ha chiamato in causa il presidente della Regione, che all’epoca aveva espresso apprezzamento nei confronti del procuratore della Repubblica dopo il commissariamento, gli esponenti politici che avevano manifestato davanti al municipio in nome della legalità e il sindaco di Cosenza, ricordando gli incontri istituzionali con il prefetto.
Manna ha inoltre posto la questione della mancata convocazione di un Consiglio comunale dedicato a ricostruire le ragioni dello scioglimento, ritenendo necessario un approfondimento pubblico su quanto accaduto.
Una posizione accompagnata da una critica diretta all’attuale contesto politico regionale:
«Questo silenzio renda ancora più lampante che la Calabria ha bisogno di una nuova classe dirigente. Noi non vogliamo essere complici di questa omertà che in questa terra aleggia su ogni situazione di criticità. Se al governo regionale ci fosse stata Iole Santelli di certo tutto questo non sarebbe accaduto».
Il commissariamento e il percorso amministrativo interrotto
Nel ricostruire gli anni alla guida del Comune, l’ex sindaco ha rivendicato i risultati conseguiti dalla sua amministrazione, soffermandosi soprattutto sul risanamento finanziario e sulle politiche di sviluppo urbano.
Il superamento della condizione di predissesto e l’approvazione del Piano strutturale comunale sono stati indicati da Manna tra i principali passaggi del percorso amministrativo avviato durante il suo mandato.
Secondo l’ex primo cittadino, il commissariamento avrebbe determinato l’interruzione di una fase di crescita economica e amministrativa che aveva contribuito a rafforzare il ruolo di Rende nel territorio calabrese.
Su questi aspetti Manna ha ribadito la necessità di conoscere le motivazioni che portarono allo scioglimento dell’amministrazione:
«La nostra città vuole sapere il perché di questo commissariamento. Non sono bastate due inchieste per spiegarlo. Ancora ne ignoriamo le motivazioni. Di sicuro è lampante che si è di fatto voluto interrompere un percorso politico che ha reso Rende una città capace di crescere sino ad essere tra le più produttive e fiorenti d’Italia. Siamo riusciti ad uscire dal predissesto, avevamo approvato un piano regolatore che, tra l’altro, avevamo già trovato e forse anche per questo siamo stati cacciati. Ricordo che la regione ci diede un ultimatum per approvare il Psc: che fine ha fatto quella urgenza? Come mai non se ne parla più adesso?».
Le dichiarazioni riportano l’attenzione anche sulla pianificazione urbanistica cittadina. In particolare, Manna ha chiesto perché l’urgenza attribuita in passato all’approvazione del Psc non sembri più occupare una posizione centrale nel confronto istituzionale.
Le sue osservazioni si inseriscono in una più ampia riflessione sulla continuità amministrativa e sulle conseguenze che il commissariamento avrebbe prodotto rispetto ai programmi avviati durante il mandato.
Il ricordo di Marta Petrusewicz e il futuro di Laboratorio Civico
La conferenza stampa ha rappresentato anche un’occasione per richiamare l’esperienza politica e amministrativa maturata negli anni precedenti. Nel corso dell’incontro, Manna ha ricordato con commozione Marta Petrusewicz, sottolineandone il contributo alla vita pubblica e amministrativa della città.
L’attenzione si è quindi spostata sulle prospettive politiche del territorio e sul ruolo che Laboratorio Civico intende assumere nelle prossime competizioni elettorali.
L’ex presidente di Anci Calabria ha evidenziato l’esigenza di promuovere una classe dirigente preparata, capace di affrontare le difficoltà economiche, sociali e istituzionali della regione. Una riflessione accompagnata da una valutazione critica della rappresentazione pubblica della Calabria, che Manna considera distante dalle problematiche attualmente presenti sul territorio.
Nel passaggio conclusivo del suo intervento, il leader di Laboratorio Civico ha confermato la volontà del movimento di mantenere un ruolo attivo nel confronto politico:
«Si deve continuare a resistere, formare una classe politica capace, non bisogna fermarsi alla narrazione distorta di una “Calabria straordinaria” che, al momento, versa in una crisi profonda. Il Laboratorio Civico continuerà con il suo apporto e, di sicuro, saprà ancora essere protagonista delle nuove sfide elettorali».
Il movimento conferma dunque la propria intenzione di partecipare alle future sfide elettorali, mantenendo al centro della propria iniziativa i temi della rappresentanza politica, della gestione amministrativa e dello sviluppo del territorio.
L’intervento dell’ex sindaco riapre così il confronto sulle vicende che hanno interessato il Comune di Rende e sulle prospettive politiche locali, con la richiesta di chiarimenti sul commissariamento che rimane uno dei principali punti sollevati durante la conferenza stampa.
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