Valore dell’eterogeneità e impatto sociale: l’analisi del Rotary Club Cosenza Sette Colli a Castrolibero

Incontro di approfondimento promosso dal club d'area urbana sui temi della diversità, dell'inclusione e dello scambio generazionale come risorse per lo sviluppo del territorio

La gestione della complessità sociale e l’importanza della diversità interna alle organizzazioni sono stati i temi al centro dell’incontro promosso dal Rotary Club Cosenza Sette Colli, ospitato nei locali della Sala “Sandro Tito” de Il Quotidiano del Sud a Castrolibero. L’iniziativa, concepita come momento di confronto e facilitazione interna, ha registrato una partecipazione numerosa tra soci, dirigenza e ospiti della realtà associativa.

L’apertura dei lavori, guidata dai saluti del Presidente del club Giovanni Misasi e dall’introduzione del Facilitatore distrettuale Giuseppe Simone Bitonti, ha lasciato spazio alla relazione principale a cura di Raffaele Zinno, Facilitatore dell’apprendimento del Club.

Nel corso del suo intervento, Zinno ha analizzato le dinamiche socioculturali contemporanee, evidenziando come la varietà di competenze, esperienze e prospettive rappresenti un elemento chiave per la comprensione e la risoluzione dei problemi complessi. L’analisi si è focalizzata sulla triade DEI (Diversity, Equity, Inclusion) — principio guida delle commissioni internazionali del Rotary —, articolando il concetto di eterogeneità attraverso quattro dimensioni fondamentali:

  • Anagrafica (convivenza generazionale);

  • Professionale (varietà dei settori d’origine);

  • Identitaria;

  • Di pensiero (molteplicità degli stili cognitivi).

A supporto dell’impianto teorico sono stati richiamati diversi modelli scientifici, tra cui il teorema della diversità di Hong e Page — secondo il quale gruppi con stili cognitivi differenti ottengono performance migliori rispetto a gruppi omogenei — e la teoria dei legami deboli di Mark Granovetter, che individua nelle reti eterogenee le principali opportunità di crescita. Il richiamo storico ha ripercorso la nascita del primo club ad opera di Paul Harris a Chicago nel 1905, fino alle tappe fondamentali dell’apertura ai giovani (Interact e Rotaract) e dell’ammissione delle donne nel 1989.

Nel corso della trattazione, Bitonti ha sottolineato il valore del radicamento territoriale e della salvaguardia dell’artigianato e delle tradizioni locali quali elementi di tutela della memoria storica. Il Presidente Misasi ha poi ribadito come la pluralità dei talenti presenti nei club costituisca un fattore propulsivo per generare impatti concreti e duraturi sulle comunità di riferimento.

L’evento si è concluso con l’annuncio dell’avvio imminente di nuovi percorsi di alfabetizzazione incrociata. Il programma prevederà moduli dedicati alle competenze digitali e finanziarie condivise tra diverse generazioni, con l’obiettivo di favorire il pensiero critico e il superamento dei pregiudizi culturali.

Redazione

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