Domenica 11 ottobre sarà celebrata la 76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, promossa dall’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) con il Patrocinio della Rai e della TGR Rai.
Una Giornata che coinvolgerà contemporaneamente le sedi ANMIL di tutta Italia, unite nel ricordo delle persone che hanno perso la vita sul lavoro, di chi ha subito un infortunio o una malattia professionale e delle loro famiglie.
Quest’anno la manifestazione nazionale si terrà a Longarone, a pochi giorni dal 63° anniversario della tragedia del Vajont, in un luogo che rappresenta profondamente il valore della memoria e della responsabilità.
Anche l’ANMIL di Cosenza parteciperà alla Giornata con una serie di iniziative sul territorio, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Alle ore 10,00 di domenica 11 ottobre il primo atto della manifestazione prevede la deposizione di una corona di alloro al Monumento ai Caduti sul lavoro di Piazza Zumbini. La cerimonia proseguirà, alle ore 11,00, nel salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, alla presenza del Sindaco Franz Caruso. Saranno consegnati i brevetti e i distintivi d’onore.
“Le istituzioni – ha sottolineato Franz Caruso – devono sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Le morti, purtroppo, continuano ad aumentare fino a configurare una continua strage di lavoratori. La sicurezza sui luoghi di lavoro deve essere considerata come un’esigenza insopprimibile. All’articolo 1 la nostra Costituzione prevede che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, cui bisognerebbe aggiungere sicuro. Quando ci si reca sul luogo di lavoro si deve avere la certezza che si ritorna a casa. E’ condizione imprenscindibile – ha rimarcato, infine, Franz Caruso – che ci siano aziende sempre più professionali che investano in sicurezza”.
La Giornata di domenica 11 ottobre sarà un momento di commemorazione, ma anche di riflessione e di impegno. “Dietro ogni numero c’è una persona” è il messaggio che ANMIL continua a portare avanti: dietro ogni infortunio c’è una vita che cambia, una
famiglia che deve affrontare conseguenze spesso profonde e una comunità che perde una parte di sé.
Per questo l’ANMIL torna a chiedere un cambio di passo sulle politiche per la sicurezza sul lavoro, a partire dal contrasto alla precarietà e all’irregolarità del lavoro, dal rafforzamento dei controlli e dall’adozione di politiche strutturali per i lavoratori maggiormente esposti ai rischi.
Tra le principali richieste dell’Associazione vi sono l’istituzione di una Procura Nazionale del Lavoro, capace di rendere le indagini sugli infortuni e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro più rapide, mirate e specializzate, e l’introduzione della fattispecie autonoma del reato di omicidio sul lavoro.
La Giornata rappresenta inoltre l’occasione per ribadire la missione che l’ANMIL porta avanti da 83 anni: sostenere e tutelare le persone vittime di infortunio sul lavoro e le loro famiglie, garantendo ascolto, assistenza, tutela e rappresentanza.
“Non ci arrendiamo e non ci arrenderemo – sottolinea il Presidente ANMIL di Cosenza Antonio Domma – finché ci sarà anche una sola persona che avrà bisogno di un luogo sicuro in cui sentirsi compresa e ascoltata. Perché non dobbiamo abituarci alle morti sul lavoro, né alla sofferenza, nè all’idea che un lavoro possa costare la salute o, peggio ancora, la vita.
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