Dalla vigna alla cantina, dalla qualità all’economia circolare fino all’innovazione: contributi scientifici e una degustazione bendata nella seconda giornata della 44ª Sagra dell’Uva e del Vino. Dopo il riconoscimento istituzionale di Cosenza come “Città del Vino”, il percorso che conduce lungo la 44ª Sagra dell’Uva e del Vino Donnici DOC è proseguito ieri sera all’Arenella con una giornata dedicata alla conoscenza, alla ricerca e all’innovazione.
Sul tema “Vino, alimentazione e consapevolezza – Dalla vigna al calice. Conoscenza, innovazione e territorio” si sono confrontate competenze e discipline diverse dell’Università della Calabria, chiamate a leggere la filiera vitivinicola non soltanto dal punto di vista della produzione, ma anche attraverso i temi della qualità e della sicurezza, della sostenibilità, dell’economia circolare e dell’innovazione.
Dopo l’introduzione dell’Assessore alle Attività Economiche e Produttive del Comune di Cosenza, Rosario Branda, sono intervenuti il professor Stefano Curcio, Prorettore Vicario per la Didattica con delega all’Orientamento, e il professor Carmine Maletta, Delegato del Rettore per i Laboratori e la Sicurezza.
Il percorso scientifico è partito dalla vigna, con il dottor Guglielmo Brunetti, ricercatore e co-fondatore dello spin-off Unical STEMS.
Dalla vigna l’attenzione si è quindi spostata alla cantina. Il professor Leonardo Di Donna, docente di Chimica organica del Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche, ha affrontato i temi della qualità e della sicurezza.
All’economia circolare applicata alla cantina sono stati dedicati i contributi della professoressa Erika Cione, docente di Biochimica clinica e biologia molecolare clinica del Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione, e del professor Stefano Curcio, docente di Ingegneria Chimica del Dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica.
A chiudere il percorso dedicato ai contenuti scientifici è stato il professor Luigino Filice, docente di Tecnologie e sistemi di lavorazione e di Open Innovation del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale, con un intervento dedicato a identità e innovazione.
La serata si è conclusa trasformando la conoscenza in esperienza attraverso una particolare degustazione bendata che ha coinvolto direttamente produttori, relatori e partecipanti in un percorso di percezione e conoscenza del vino.
“È esattamente questo – sottolinea l’Assessore Rosario Branda – il significato che abbiamo voluto dare alla seconda giornata del nostro percorso. Se vogliamo valorizzare un vino e il territorio che lo produce, non possiamo limitarci a promuoverlo. Dobbiamo prima conoscerlo. E la conoscenza oggi passa anche dalla ricerca, dalla qualità, dalla sicurezza, dalla sostenibilità e dall’innovazione. L’Università della Calabria ci ha consentito di guardare al vino da prospettive diverse e di altissimo livello scientifico, dimostrando quanto possa essere importante costruire un rapporto sempre più stretto tra territorio, imprese e mondo della ricerca”.
“Il vino – prosegue Branda – può diventare un punto nel quale si incontrano agricoltura, ricerca, tecnologia, cultura, turismo e identità. È questa contaminazione che ci interessa e che vorremmo continuare a sviluppare anche dopo la Sagra”.
La seconda giornata ha così dato concretezza al filo conduttore scelto per accompagnare l’intera manifestazione: riconoscere, conoscere, raccontare e vivere il territorio.
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