L’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza ha smentito categoricamente qualsiasi interruzione del servizio logopedico presso il reparto di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale di Rogliano. La precisazione arriva all’indomani dell’esposto presentato alla Procura di Cosenza dalla deputata del Movimento 5 Stelle, Anna Lauro Orrico, la quale ha denunciato l’assenza di logopedisti nel reparto fin da dicembre 2024.
Secondo quanto riportato in una nota ufficiale dell’Asp, il servizio è rimasto sempre attivo, anche nei mesi successivi all’allontanamento della logopedista titolare, avvenuto per motivi personali. Dopo alcuni brevi periodi di malattia, a metà giugno è stato formalizzato il congedo per maternità dell’unica logopedista in servizio. In seguito a ciò, la direzione ha avviato rapidamente le procedure per garantire la continuità operativa del reparto.
Fin dal 17-18 giugno è stata assicurata una copertura transitoria attraverso la riorganizzazione del personale interno, con l’impiego temporaneo di professionisti provenienti da altri incarichi. Già dal 30 giugno, due logopediste sono entrate in servizio a pieno regime, ristabilendo così la piena funzionalità dell’assistenza logopedica.
L’azienda ha inoltre annunciato l’arrivo di un nuovo logopedista a tempo pieno dal 1° ottobre 2025, sottolineando che si tratta di una pianificazione strutturale volta a rafforzare il servizio nel lungo periodo, con un incremento nella capacità di presa in carico dei piccoli pazienti e delle loro famiglie.
“Comprendiamo le preoccupazioni delle famiglie”, ha dichiarato l’Asp, “ma è fondamentale chiarire che non vi è stata alcuna sospensione delle prestazioni logopediche”. L’azienda ha quindi definito le dichiarazioni pubbliche che parlano di un servizio assente come “non rispondenti alla realtà dei fatti”.
Il direttore generale Antonello Graziano ha condannato con fermezza quella che ha definito “una gestione approssimativa e superficiale della questione da parte di chi ha sollevato il caso”, accusando di aver generato un allarmismo non giustificato.
Il chiarimento dell’Asp arriva in un momento delicato, in cui la tutela della continuità dei servizi sanitari, soprattutto in ambito pediatrico, è al centro dell’attenzione pubblica. La questione ha sollevato interrogativi sull’efficienza organizzativa dell’ente sanitario, ma l’amministrazione ha ribadito che le azioni intraprese sono state tempestive e mirate a evitare qualsiasi interruzione dell’assistenza.