Sanità Calabria, scontro sindacale sul passaggio del 118 ad Azienda Zero

Fp Cgil e Uil Fpl denunciano "metodi antisindacali", mentre la Cisl Fp difende la scelta del dialogo istituzionale. Al centro della disputa il futuro di 1.200 operatori del Suem

Il trasferimento delle funzioni del Servizio di Urgenza ed Emergenza Medica (Suem 118) dalle singole Aziende Sanitarie ad Azienda Zero ha innescato una profonda spaccatura nel fronte sindacale calabrese. La riforma, sancita da un recente decreto commissariale, è divenuta terreno di scontro aperto tra chi contesta il metodo adottato dalla Regione e chi rivendica la necessità di governare il cambiamento dall’interno dei tavoli tecnici.

Le accuse di Fp Cgil e Uil Fpl

Le sigle Fp Cgil e Uil Fpl hanno espresso un duro dissenso, parlando apertamente di «inefficienze» e «comportamenti antisindacali». Secondo i rappresentanti delle due sigle, l’iter di trasferimento di oltre 1.200 lavoratori sarebbe avvenuto in violazione delle norme vigenti e delle corrette relazioni tra le parti. La critica si sposta poi sul piano politico: il passaggio viene definito un provvedimento privo di una cornice organizzativa chiara, con il rischio di trasformare il personale in una massa di manovra priva di tutele certe. Le organizzazioni chiedono un passo indietro immediato per ridiscutere l’intero assetto dell’emergenza-urgenza regionale.

La posizione della Cisl Fp

Di segno opposto la linea della Cisl Fp, che rivendica la coerenza della propria partecipazione alle trattative. Secondo il sindacato, la presenza ai tavoli è un atto di responsabilità previsto dal Contratto Collettivo Nazionale (Ccnl), la cui mancata sottoscrizione precluderebbe ogni possibilità di intervento migliorativo. La Cisl sottolinea come la bozza iniziale del decreto sia stata profondamente emendata proprio grazie alle osservazioni formulate durante il confronto, portando a un incremento delle tutele per i dipendenti.

I nodi tecnici: dotazioni organiche e consensi

Nonostante la difesa dell’impianto generale, la Cisl Fp ha sollevato un rilievo tecnico giudicato fondamentale: l’impossibilità di rideterminare le dotazioni organiche prima di conoscere l’esatto numero di operatori del 118 che daranno il consenso formale al transito in Azienda Zero. Si tratta di un punto critico che mette in discussione la tempistica del decreto e che evidenzia come, al di là delle sigle, la transizione verso il nuovo assetto centralizzato sia ancora lontana dal trovare un equilibrio definitivo.

In questo clima di forte incertezza, resta alta l’attenzione sul futuro del sistema di soccorso regionale, con i lavoratori in attesa di chiarimenti su contratti e operatività nel nuovo organigramma della sanità calabrese.

Redazione

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