Sale l’attenzione sanitaria nel capoluogo bruzio per un sospetto focolaio di Epatite A. Attualmente, presso l’ospedale Annunziata, si trovano ricoverate cinque persone che presentano i sintomi tipici dell’infezione virale. Un sesto paziente, fortunatamente, è stato dimesso due giorni fa in seguito a un miglioramento del quadro clinico.
Al momento, la situazione è la seguente: 3 casi già accertati: Le analisi di laboratorio hanno confermato la presenza del virus e altri casi in corso di accertamento: Per gli altri pazienti ricoverati si attende l’esito dei test definitivi per confermare la diagnosi.
L’Azienda Ospedaliera di Cosenza sta monitorando l’evoluzione della situazione con estrema cautela, attivando i protocolli di sorveglianza necessari per contenere un potenziale incremento dei contagi.
Dalle prime indagini epidemiologiche condotte sulle abitudini dei pazienti, il denominatore comune sembra essere l’alimentazione. In particolare, i sospetti degli inquirenti sanitari si concentrano sul consumo di cozze. L’Epatite A è un’infezione che colpisce il fegato e si trasmette prevalentemente per via oro-fecale, spesso attraverso il consumo di acqua o cibi contaminati (soprattutto frutti di mare crudi o poco cotti e verdure non lavate correttamente).
In attesa di ulteriori accertamenti sulla filiera di distribuzione dei mitili, le autorità sanitarie raccomandano ai cittadini la massima prudenza: cuocere sempre i frutti di mare: la cottura ad alte temperature è l’unico modo per inattivare il virus e lavare accuratamente le mani prima di manipolare il cibo.
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