Calabria, leggi senza attuazione: ritardi e immobilismo amministrativo

Norme approvate ma mai applicate: il caso della Regione tra inefficienza e lungaggini burocratiche. Molte leggi restano inattuate, bloccando settori chiave come edilizia, turismo e pesca

Legiferare senza dare attuazione alle norme rischia di trasformare l’attività legislativa in un esercizio di stile privo di efficacia. In Calabria, questa tendenza si è accentuata negli ultimi mesi, con numerose leggi regionali approvate ma rimaste inattuate. La lentezza della macchina amministrativa, soprattutto negli uffici della Giunta regionale, sta causando ritardi significativi nell’applicazione di disposizioni fondamentali per il territorio.

Uno degli esempi più emblematici riguarda il settore edilizio. Le imprese e i lavoratori attendono da oltre dieci mesi le modalità attuative di una legge che consente la compensazione dei crediti maturati con il Superbonus attraverso gli enti pubblici economici regionali e le società partecipate. Senza questi decreti, la norma resta lettera morta, lasciando nel limbo numerosi operatori del settore.

Analogo destino è toccato alla legge sui Cammini, nata per promuovere il turismo escursionistico ed eco-sostenibile. Approvata nel 2023, prevedeva interventi come la creazione di un “catasto dei cammini”, la revisione della segnaletica e lo sviluppo di un’App dedicata. Tuttavia, dopo la pubblicazione del regolamento nel luglio dello scorso anno, nulla è stato concretamente avviato, con il risultato che gli obiettivi di valorizzazione del territorio sono rimasti solo sulla carta.

Un’altra misura ferma al palo riguarda la legge sulle piante officinali, approvata quasi due anni fa. L’istituzione di un Osservatorio per catalogare le piante autoctone non è mai avvenuta, così come il regolamento per la raccolta delle specie protette non è stato ancora definito. Anche i pescatori attendono risposte: la norma che disciplina la pratica del “carpfishing” stabiliva che entro 90 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale sarebbe stato varato un regolamento attuativo, ma a oggi nessuna disposizione è stata emanata.

Infine, il caso della Fondazione Calabria Etica rappresenta un ulteriore simbolo delle inefficienze amministrative regionali. L’ente, posto in liquidazione nel 2015, continua a generare costi a carico delle casse pubbliche senza che si sia ancora arrivati alla chiusura definitiva. Solo due giorni fa, la Giunta ha confermato Saverio Ruga come commissario liquidatore, nella speranza di risolvere una vicenda che si trascina da anni.

L’inefficienza nel dare attuazione alle leggi approvate rischia di compromettere lo sviluppo economico e sociale della Calabria. Senza un cambio di passo nell’azione amministrativa, le norme restano meri proclami, privi di effetti concreti per cittadini e imprese.

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