Il dibattito sulla gestione e sul futuro di Amaco, la società che gestisce il trasporto pubblico locale a Cosenza, torna al centro dell’attenzione politica cittadina. Al focus sulle garanzie per l’utenza e la salvaguardia dei livelli occupazionali si affianca una ricostruzione dettagliata delle tappe che hanno condotto l’azienda alla criticità finanziaria, con un fermo richiamo alle responsabilità delle precedenti gestioni.
A fare il punto sulla situazione sono Concetta De Paola, presidente della Commissione consiliare Trasporti e Mobilità, e Francesco Turco, presidente della Commissione consiliare Urbanistica.
«La continuità del trasporto pubblico e la tutela dei lavoratori sono oggi la priorità. Ma garantire il servizio non significa cancellare la storia di Amaco né le responsabilità che hanno portato l’azienda alla situazione attuale», dichiarano i due presidenti di commissione.
Secondo la ricostruzione offerta da De Paola e Turco, le radici del dissesto precedono l’insediamento dell’attuale esecutivo cittadino: «La crisi di Amaco non nasce con Franz Caruso. Quando il Sindaco si è insediato, il 4 novembre 2021, la situazione dell’azienda era già gravemente compromessa. I numeri sono chiari: nel 2016 e nel 2017 Amaco aveva accumulato 3,56 milioni di euro di perdite, a fronte di appena 201.742 euro di utili complessivi nei tre anni successivi. Nel 2021, inoltre, l’azienda registrava una perdita di 2.206.485 euro e un patrimonio netto negativo di 978.212 euro».
La disamina prosegue analizzando il contesto politico e gestionale dell’epoca: «Sono dati che raccontano una crisi maturata negli anni precedenti all’insediamento dell’Amministrazione Caruso, quando il Comune era guidato dal centrodestra e il management di Amaco era stato nominato dalla precedente amministrazione. E c’è un fatto che non può essere ignorato: la gravità della situazione di Amaco è arrivata anche davanti alla magistratura. La Procura della Repubblica di Cosenza ha presentato l’istanza per il fallimento della società e, nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dell’azienda, all’allora amministratore unico sono state contestate ipotesi di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio».
I rappresentanti consiliari sottolineano l’inconsistenza delle polemiche sollevate dalle opposizioni: «È, questo, un fatto politico che non può essere cancellato: la crisi di Amaco era già profonda prima del 2021 ed era già oggetto dell’attenzione della Procura. Per questo troviamo surreale che oggi il centrodestra tenti di attribuire all’Amministrazione Caruso una crisi che si era costruita negli anni precedenti. Chi oggi accusa dovrebbe spiegare, prima di tutto, perché quelle perdite non siano state affrontate per tempo e perché le criticità di Amaco siano state lasciate aggravare quando a governare la città era proprio il centrodestra».
In merito alle azioni intraprese dalla giunta in carica, De Paola e Turco ribadiscono: «Franz Caruso ha ereditato una società già fortemente compromessa. La sua Amministrazione ha affrontato una situazione difficile, lavorando per garantire la continuità del servizio e la tutela dei lavoratori. Oggi Amaco volta pagina. Ed è giusto guardare al futuro, salvaguardando il trasporto pubblico e i lavoratori. Ma voltare pagina non significa strappare quelle precedenti».
In conclusione, viene ribadita la necessità di contestualizzare la vicenda basandosi sugli atti ufficiali: «Il centrodestra non può riscrivere la storia di Amaco. I bilanci, gli atti amministrativi e gli atti della magistratura raccontano una vicenda precisa: la crisi dell’azienda viene da lontano e non può essere fatta ricadere, a posteriori, su chi si è trovato a governarla quando il dissesto era già maturato. La priorità oggi è il futuro di Amaco. La verità sul suo passato, però, non può essere cancellata».
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