Politica, Costituzione e sfide del Sud: il dibattito tra Antonio Polito e Sandro Principe al Settembre Rendese

Dalla critica all'uso ideologico della Carta costituzionale alle disparità fiscali e al ruolo dell'innovazione nel Mezzogiorno: i temi al centro dell'incontro al Museo del Presente

Polito_Sabato_Principe

Un confronto ad ampio raggio sulle trasformazioni della politica italiana, il ruolo della Carta costituzionale e le prospettive economiche e geopolitiche del Paese. Lo scorso 28 settembre, la cornice del Museo del Presente ha ospitato la presentazione del libro La Costituzione non è di sinistra, firmato dal vicedirettore del Corriere della Sera Antonio Polito. L’evento, inserito nel programma della sessantunesima edizione del Settembre Rendese e moderato dal giornalista Attilio Sabato, ha visto la partecipazione del sindaco di Rende, Sandro Principe.

Il dibattito ha preso le mosse dall’analisi contenuta nel volume di Polito, incentrata sul rapporto tra le forze politiche della Seconda Repubblica e la Costituzione. Secondo il vicedirettore del Corriere, la Carta fondativa – frutto del contributo convergente di tutte le componenti antifasciste – è stata progressivamente trasformata dal centrosinistra in uno strumento di delegittimazione dell’avversario politico, innescando una dinamica di contrapposizione e reciproca svalutazione che ha coinvolto anche il centrodestra. Questa costante polarizzazione ha contribuito alla forte instabilità politica del Paese, caratterizzata dall’ascesa e dal rapido declino delle principali leadership negli ultimi decenni.

Nel corso della discussione, il sindaco Sandro Principe ha richiamato il valore storico delle diverse culture politiche nella stesura del testo costituzionale, evidenziando in particolare la matrice sociale apportata dalla Democrazia Cristiana e dal Partito Socialista attraverso figure come Amintore Fanfani e Pietro Nenni.

Spostando l’attenzione sui temi socio-economici, Principe si è soffermato sulla situazione del territorio locale e del Mezzogiorno, evidenziando il ruolo di Rende come polo di attrazione e d’innovazione. Con una popolazione residente di 37mila abitanti, il comune eroga quotidianamente servizi a circa 100mila persone, includendo l’ampia comunità studentesca e i lavoratori che gravitano attorno all’area industriale. Un contesto alimentato dalla presenza dell’Università della Calabria, centro di formazione per ingegneri informatici e specialisti nell’ambito dell’intelligenza artificiale, risorsa strategica per contrastare il fenomeno delle delocalizzazioni e valorizzare le competenze in ambito nazionale.

Tra gli argomenti affrontati durante l’incontro figura anche il tema dell’equità fiscale e della rappresentanza democratica. Principe ha sollevato forti perplessità sulle attuali differenze di prelievo tra lavoratori autonomi e dipendenti, ritenute distanti dal principio di uguaglianza sostanziale sancito dall’articolo 3 della Costituzione, esprimendo riserve anche sui recenti meccanismi di riforma elettorale e sul rispetto della parità del voto.

In chiusura, il confronto ha toccato i temi della politica internazionale e del conflitto in Ucraina, mettendo a confronto l’analisi di Polito sulla difesa della sovranità territoriale con la lettura di Principe, focalizzata sulle dinamiche geopolitiche globali, sul ruolo dell’Unione Europea e sui rischi di isolamento economico e diplomatico del continente.

Redazione

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