Sanità Calabria: si chiude il bando per medici stranieri mentre cresce il nodo giuridico

Azienda Zero analizza le 170 manifestazioni d'interesse. Resta l'incognita sui ricorsi amministrativi dopo i precedenti in Lombardia e Veneto

Volge al termine la fase di ricezione delle candidature per la manifestazione d’interesse indetta dalla Regione Calabria, finalizzata al reclutamento di personale medico proveniente da Paesi UE ed extra UE. L’iniziativa, coordinata da Azienda Zero, rappresenta un tassello cruciale nella strategia della Cittadella per contrastare la cronica carenza di organico nelle strutture ospedaliere regionali, resa ancor più urgente dalle recenti pressioni internazionali.

Il contesto diplomatico e la linea Occhiuto

Il reclutamento di nuovi professionisti si inserisce in un clima di incertezza riguardo alla cooperazione sanitaria con Cuba. L’amministrazione statunitense ha infatti sollecitato l’interruzione del programma che ha portato in Calabria oltre 400 sanitari caraibici negli ultimi due anni. Nonostante i rilievi di Washington, il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha ribadito l’imprescindibilità del contributo fornito dai medici di L’Avana per la tenuta dei servizi essenziali nel territorio.

I numeri della selezione

A quasi due mesi dalla pubblicazione dell’avviso, sono circa 170 i camici bianchi che hanno risposto all’appello, con una netta prevalenza di professionisti extra-comunitari. Sebbene l’adesione non si traduca automaticamente in un’assunzione, il dato è letto con ottimismo dai vertici regionali. Secondo la normativa vigente, Azienda Zero potrà avvalersi di operatori internazionali per lo scouting del personale, mentre i contratti (esclusivamente a tempo determinato) saranno gestiti direttamente dalle singole Aziende Sanitarie Provinciali (ASP).

Le incognite legali: i precedenti di Lombardia e Veneto

Nonostante l’avanzamento delle procedure, il percorso presenta diverse criticità di natura legale. Due i fronti caldi che potrebbero condizionare le scelte della Calabria:

  • Lombardia: Il TAR ha recentemente annullato una delibera del 2024 che semplificava il reclutamento di medici extra-UE, sollevando dubbi sulla validità dei controlli documentali e sull’idoneità professionale rispetto agli standard del Servizio Sanitario Nazionale. Il caso è ora all’esame del Consiglio di Stato.

  • Veneto: Gli Ordini provinciali dei medici hanno impugnato le procedure di Azienda Zero Veneto, ipotizzando l’illegittimità costituzionale dei decreti che permettono l’ingaggio di personale straniero per l’area emergenza-urgenza. L’udienza pubblica è fissata per il prossimo 22 aprile.

L’esito di questi contenziosi sarà determinante per definire i limiti della giurisprudenza in materia e stabilire se il “modello calabrese” potrà proseguire senza intoppi burocratici o se dovrà affrontare nuovi ostacoli nei tribunali amministrativi.

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