A quasi tre anni dalla tragica notte del 26 febbraio 2023, il dolore e le polemiche legati al naufragio di Steccato di Cutro tornano a scuotere le coscienze. Non è solo il calendario a riportare a galla il dramma, ma le parole durissime di Monsignor Giovanni Checchinato, Vescovo di Cosenza-Bisignano e delegato regionale Migrantes, che durante la celebrazione di inizio Quaresima ha rotto il silenzio su quella che ha definito una “verità negata”.
La funzione religiosa, inizialmente prevista proprio sulla spiaggia del naufragio e poi spostata al Santuario della Madonna Greca di Capo Rizzuto per il maltempo, si è trasformata in un momento di forte denuncia civile.
Checchinato ha rigettato con forza l’idea che Cutro sia un capitolo chiuso della cronaca italiana. Secondo il Vescovo, siamo di fronte a un pezzo di storia che le istituzioni faticano ad accettare: una vicenda “censurata e negata” che invece esige risposte chiare da chi detiene la responsabilità della gestione dei soccorsi e delle frontiere.
Il monito di Checchinato non si è fermato ai confini nazionali, puntando dritto al cuore delle politiche migratorie dell’Unione Europea. Il Vescovo ha criticato la deriva dei respingimenti sistematici, definendoli un tentativo velleitario di cancellare l’identità stessa del continente, da sempre terra di passaggi e migrazioni.