Il dibattito sul futuro dell’aeroporto della Sibaritide torna ad accendere lo scontro politico in Calabria, proprio mentre il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, è impegnato nella definizione della nuova giunta. Il progetto, atteso da decenni nell’area nord-orientale della regione, è al centro di un acceso confronto tra due esponenti di spicco del centrodestra calabrese: il consigliere regionale Orlandino Greco e il senatore di Fratelli d’Italia Ernesto Rapani.
Al centro della discussione c’è la visione strategica sul sistema aeroportuale calabrese. Greco ha definito il progetto della Sibaritide una «priorità assoluta», sottolineando come l’area possa trasformarsi in un polo di attrazione turistica e investimento, grazie a un sistema di collegamenti più accessibile. «Non si tratta di mettere in discussione Crotone – ha dichiarato – ma di completare la rete infrastrutturale per rendere competitivo il nostro territorio».
In contrapposizione, Rapani invita a evitare “improvvisazioni”, ribadendo la propria posizione espressa già in campagna elettorale: la Calabria non ha bisogno di un nuovo aeroporto, ma di razionalizzazione delle risorse e sviluppo delle infrastrutture esistenti. “L’obiettivo deve essere far decollare Crotone”, ha detto, respingendo con fermezza l’idea di un quarto scalo regionale.
Il senatore di FdI ha inoltre rimarcato la necessità di un approccio pragmatico e basato su dati concreti. «Quando si avanzano proposte che incidono sul futuro di un’intera regione, serve uno studio accurato sui flussi, sulla sostenibilità e sugli investimenti già attivi. Non possiamo permetterci dichiarazioni costruite sulla sabbia».
Greco, dal canto suo, punta a un modello di sviluppo integrato per la Calabria, che unisca infrastrutture moderne, valorizzazione del territorio e turismo sostenibile. In questa direzione ha rilanciato anche il progetto “Calabria Golf Destination”, che, unito all’aeroporto e al recupero dei borghi storici, dovrebbe fare della Sibaritide una meta turistica internazionale. “La sfida è ambiziosa ma realizzabile”, ha sottolineato, indicando cultura, innovazione e sostenibilità come i tre pilastri della proposta.
La frattura interna al centrodestra calabrese evidenzia non solo differenze di visione politica, ma anche la complessità di una regione in cui le scelte infrastrutturali hanno un forte impatto sociale ed economico. La contrapposizione tra la volontà di espandere l’offerta aeroportuale e l’invito a consolidare ciò che già esiste riflette un dilemma ricorrente nella gestione del territorio: è più utile investire su nuove opere o ottimizzare le strutture attuali?
Il nodo resta centrale anche nel quadro della programmazione regionale. Ogni risorsa pubblica spesa in infrastrutture deve avere un ritorno concreto in termini di sviluppo, accessibilità e coesione territoriale. In questo contesto, il dibattito sull’aeroporto della Sibaritide rischia di diventare simbolo di un conflitto più ampio, tra visioni di sviluppo differenti e obiettivi strategici da definire.