Con l’annuncio delle dimissioni volontarie del presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto, la Calabria si avvia a grandi passi verso elezioni anticipate, probabilmente già nell’autunno 2025. Il quadro normativo è chiaro: l’articolo 33 dello Statuto della Regione Calabria prevede espressamente che, in caso di dimissioni del presidente, si proceda con il ritorno alle urne nel più breve tempo possibile.
La procedura per l’indizione delle elezioni è già delineata e prevede che il decreto venga firmato dal presidente uscente, ma previa consultazione con il presidente del Consiglio regionale e in accordo con il presidente della Corte d’Appello di Catanzaro. Si tratta di un iter formale che, una volta avviato, metterà in moto tutta la macchina organizzativa per garantire la regolare convocazione dei comizi elettorali.
Secondo fonti vicine al Consiglio regionale, è plausibile che la data del voto venga fatta coincidere con quella delle altre regioni chiamate alle urne in autunno, sfruttando la cosiddetta “finestra elettorale” prevista a livello nazionale. Una scelta che permetterebbe di ridurre i costi e semplificare la logistica elettorale, in un momento delicato per le finanze pubbliche.
Una volta formalizzate le dimissioni, la Regione entrerà in una fase di gestione ordinaria degli affari correnti, con poteri limitati per la Giunta. Sarà quindi un periodo di transizione, durante il quale l’amministrazione potrà occuparsi solo degli atti necessari e urgenti, in attesa della formazione di un nuovo esecutivo.
Questo scenario apre ora una fase politica ad alta tensione, con partiti e movimenti già impegnati nella definizione delle candidature e delle alleanze. Se da un lato il centrodestra dovrà decidere se puntare ancora su Occhiuto – qualora confermasse l’intenzione di ricandidarsi – dall’altro lato il campo progressista cerca una sintesi tra Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle e Alleanza Verdi Sinistra, dove il nome di Flavio Stasi appare sempre più accreditato.
La convocazione ufficiale delle elezioni sarà quindi solo una formalità, e il conto alla rovescia per la campagna elettorale è ormai iniziato. La Calabria, ancora una volta, si prepara a un passaggio cruciale per il proprio futuro politico e istituzionale.