Slot truccate e boom di ludopatia: allarme nel Cosentino

Crescono i dipendenti dal gioco e scattano i sequestri: 100 in cura al SerD, decine di macchinette manomesse smantellate in tutta la provincia di Cosenza

Nel Cosentino si registra una preoccupante impennata di casi di ludopatia, con un incremento vertiginoso dei cittadini in cura per dipendenza da gioco d’azzardo. Il Servizio per le dipendenze (SerD) di Cosenza evidenzia un dato allarmante: nel 2024, il numero dei pazienti è salito a 100, quadruplicando rispetto ai 25 dell’anno precedente.

Tuttavia, la realtà potrebbe essere ancora più grave. Molti dei soggetti colpiti non si riconoscono nella definizione di “malati” e tendono a nascondere il proprio disagio a familiari e amici, rendendo ancora più difficile l’intervento preventivo. Le conseguenze di questa dipendenza sono devastanti: rovine economiche, isolamento sociale e gravi ripercussioni psicologiche. Le famiglie, spesso ignare, sono le prime a pagare il prezzo di un fenomeno che sta assumendo i contorni di una vera emergenza sociale.

Slot machine truccate: controlli a tappeto in tutta la provincia

L’allarme sociale ha spinto le autorità ad agire. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, insieme ai carabinieri del comando provinciale di Cosenza, guidati dal colonnello Andrea Mommo, ha avviato una vasta operazione di controllo nei locali pubblici che ospitano videopoker e slot machine.

L’iniziativa ha riguardato numerose località dell’area settentrionale della Calabria, tra cui Cosenza, Rende, Luzzi, Acri, Corigliano Rossano, Rogliano, Montalto, Scalea e Praia a Mare. Gli accertamenti hanno portato alla luce un preoccupante utilizzo di apparecchiature manomesse: decine di dispositivi sono stati sequestrati, dopo che le forze dell’ordine hanno riscontrato la presenza di doppie schede e sistemi di controllo a distanza, che alteravano il corretto funzionamento del gioco.

Secondo le indagini, queste macchinette erano progettate per impedire sistematicamente qualsiasi vincita agli utenti, truffando i giocatori e garantendo profitti illeciti a chi le gestiva. L’azione repressiva ha portato all’intervento della Procura della Repubblica di Cosenza, diretta da Vincenzo Capomolla, che ha avviato le indagini per accertare eventuali responsabilità penali e collegamenti con organizzazioni criminali.

Il rischio sommerso della dipendenza

Il fenomeno della ludopatia rimane perlopiù sommerso. Le persone colpite tendono a negare la gravità del problema o a non chiedere aiuto, lasciando che il disturbo si aggravi in silenzio. Questo rende essenziale l’intervento delle istituzioni non solo sul piano repressivo, ma anche in termini di prevenzione, informazione e assistenza psicologica.

In questo contesto, l’attività del SerD risulta fondamentale, ma necessita di risorse e strategie mirate per fronteggiare una piaga sociale in costante espansione, che mina la stabilità di intere famiglie e crea un terreno fertile per la criminalità.

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