Lavoro povero in Calabria, l’allarme di Marco Sarracino (Pd)

Il deputato del Partito Democratico denuncia buste paga basse e crescente fuga di giovani dal Mezzogiorno. Un lavoratore su quattro guadagna meno di 9 euro all’ora, ma il salario minimo resta negato

Il quadro salariale in Calabria appare estremamente fragile, come sottolineato da Marco Sarracino, deputato e responsabile Sud della segreteria nazionale del Partito Democratico. Analizzando i dati Eurostat, Sarracino ha evidenziato come l’Italia sia afflitta da una profonda questione salariale, che colpisce in modo particolare il Mezzogiorno, dove il lavoro povero è in costante aumento.

Secondo il parlamentare, Campania, Calabria e Sicilia risultano essere le tre regioni più povere d’Europa, una condizione che alimenta l’esodo di migliaia di giovani verso altre aree del Paese o all’estero, in cerca di migliori opportunità lavorative e di vita.

Un quarto dei lavoratori guadagna meno di 9 euro l’ora

Nel Mezzogiorno, un lavoratore dipendente privato su quattro guadagna meno di 9 euro all’ora, un dato che, secondo Sarracino, dovrebbe spingere a riflessioni profonde e a interventi immediati. Tuttavia, l’esponente del Pd ha accusato la maggioranza di governo di continuare a rifiutare l’introduzione di un salario minimo legale, misura che potrebbe rappresentare un primo passo concreto per contrastare il fenomeno del lavoro povero.

Sarracino ha quindi ribadito la necessità di politiche mirate a garantire salari dignitosi e a trattenere i giovani nel Sud, rafforzando l’economia locale e riducendo le disuguaglianze territoriali.

Il Mezzogiorno tra disuguaglianze e mancati interventi

Il tema salariale si intreccia con la più ampia questione del divario economico tra Nord e Sud, una distanza che rischia di ampliarsi ulteriormente in assenza di politiche efficaci. La mancanza di interventi strutturali continua ad alimentare la marginalizzazione di molte aree interne, penalizzate non solo sotto il profilo economico, ma anche in termini di servizi e opportunità.

Il lavoro povero rappresenta oggi una delle principali emergenze sociali del Mezzogiorno, e il mancato riconoscimento di strumenti come il salario minimo contribuisce a rendere ancora più drammatico il quadro socio-economico di regioni come la Calabria.

Redazione

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