La situazione della sanità calabrese nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) continua a destare preoccupazione. La consigliera regionale Amalia Bruni (Pd) ha espresso forti critiche, definendo l’avanzamento dei progetti come “risibile” e sottolineando che la Calabria è penultima in Italia per attuazione degli investimenti, preceduta solo dal Molise. Nonostante le dichiarazioni del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che aveva affermato che la Calabria fosse in linea con le altre regioni, i dati parlano chiaro: il progresso nella realizzazione delle Case di comunità, degli Ospedali di comunità e delle infrastrutture sanitarie è drammaticamente lento.
Secondo il monitoraggio aggiornato a febbraio 2025, i dati sono allarmanti. Su 61 Case di comunità previste, nessuna è stata completata, così come per gli Ospedali di comunità, dove il numero di strutture realizzate è pari a zero. Inoltre, il 5% della spesa prevista per le Case di comunità è stato realizzato, mentre per gli Ospedali di comunità si arriva appena al 2,45%, con solo lo 0,87% di progresso per le grandi infrastrutture sanitarie e l’1,72% per la digitalizzazione.
Bruni ha ribadito che queste discrepanze tra dichiarazioni e fatti sono inaccettabili, specialmente considerando che il Pnrr è sotto la responsabilità diretta del presidente Occhiuto da quando ha assunto l’incarico, e non può quindi essere giustificato come un problema ereditato dalle amministrazioni precedenti.
Il rischio che la Calabria non completi i progetti in tempo per la scadenza del giugno 2026, termine fissato dal Pnrr, è concreto. Concludendo il suo intervento, la consigliera Bruni ha fatto appello alla trasparenza, ritenendo fondamentale che i calabresi siano a conoscenza della situazione, non solo per le difficoltà operative, ma anche per l’incertezza che grava sul futuro del sistema sanitario regionale.