Non ci sarà, almeno per ora, un ampliamento delle giunte regionali nelle Regioni con meno di due milioni di abitanti. Nella giornata di ieri, la commissione Affari costituzionali del Senato ha registrato il ritiro dell’emendamento al decreto legge “Elezioni”, che puntava ad aumentare il numero massimo degli assessori regionali.
A sottoscrivere la proposta erano stati i capigruppo della maggioranza: Lucio Malan (Fratelli d’Italia), Massimiliano Romeo (Lega), Maurizio Gasparri (Forza Italia) e Michaela Biancofiore (Noi moderati). L’emendamento prevedeva un incremento di due unità per le giunte delle Regioni con una popolazione fino a un milione di abitanti, estendendosi anche a quelle fino a due milioni di residenti.
Il provvedimento non è stato respinto, ma rinviato. Secondo quanto emerso, l’intenzione è di riproporre il tema in futuro, probabilmente attraverso un disegno di legge ordinario, che tratterà materie di natura elettorale. La scelta di non procedere ora con un decreto legge è stata giustificata dalla volontà di evitare forzature procedurali in un ambito così delicato.
Particolare delusione si è registrata in Calabria, dove l’eventualità di un ampliamento delle giunte regionali veniva vista come un’opportunità concreta. La misura avrebbe aperto a nuove nomine politiche, aumentando le possibilità per esponenti locali di entrare a far parte della Giunta o del Consiglio regionale nella prossima legislatura.
Insieme al possibile ritorno del consigliere “supplente”, il provvedimento avrebbe rappresentato un significativo allargamento degli spazi di rappresentanza politica, offrendo più margine ai partiti per valorizzare quadri intermedi e figure emergenti. Tuttavia, la frenata arrivata in Senato raffredda le aspettative e rimanda ogni discussione a tempi futuri, con modalità e tempistiche ancora da definire.