Piogge scarse e crisi idrica: la Calabria alle prese con l’emergenza acqua

Piogge scarse e crisi idrica: la Calabria alle prese con l'emergenza acqua. Dati allarmanti diffusi dal Centro multirischi dell'Arpacal

La Calabria sta vivendo un periodo di siccità senza precedenti, con precipitazioni sempre più rare e temperatura in costante aumento. La crisi idrica si fa sentire in modo preoccupante, soprattutto in vista della stagione estiva, che potrebbe registrare nuovi record negativi. Il problema non riguarda solo la popolazione, ma anche il settore agricolo, fortemente dipendente dalle risorse idriche per l’irrigazione delle colture.

Dati allarmanti dal rapporto Arpacal

Il Centro funzionale multirischi dell’Arpacal ha recentemente pubblicato un’analisi sulle precipitazioni in Calabria nel 2024, evidenziando un trend particolarmente critico. Tutte le stagioni dell’anno hanno registrato un deficit pluviometrico significativo, con una siccità più marcata soprattutto nei periodi solitamente più piovosi. In particolare, le zone ioniche risultano le più colpite, con una riduzione delle piogge più accentuata rispetto ad altre aree della regione.

Anche le temperature hanno mostrato anomalie preoccupanti. Secondo il rapporto, il 2024 ha registrato valori termici mediamente più alti della norma, con picchi particolarmente elevati nei mesi estivi. Questo ha amplificato il disagio legato alle onde di calore, rendendo la situazione ancora più complessa dal punto di vista climatico e ambientale.

Neve sempre più rara e impianti sciistici a rischio

Le alte temperature stanno modificando anche il paesaggio montano calabrese. Il dossier “Nevediversa 2025” di Legambiente ha evidenziato come in tutta Italia il numero di impianti sciistici non più funzionanti sia raddoppiato dal 2020, arrivando a 265. In Calabria, tre impianti sono completamente fermi e dodici lavorano con forti limitazioni, tra cui quelli di Camigliatello Silano, Lorica e Palumbo Sila. La loro operatività è ormai strettamente legata alle condizioni climatiche, rendendo incerto il futuro del turismo invernale nella regione.

Risorse idriche al minimo: gli invasi non superano il 55% della capacità

Il problema della carenza d’acqua riguarda anche le riserve idriche, con livelli critici nei principali invasi della Calabria. L’invaso del Menta, che rifornisce Reggio Calabria, ha raggiunto solo il 55% della sua portata massima, mentre quello dell’Alaco, che serve la provincia di Catanzaro, si trova addirittura sotto la metà della sua capacità.

Le perdite d’acqua dalle condotte rappresentano un ulteriore problema. Le reti idriche della regione sono vetuste e disperdono fino al 50% dell’acqua immessa, secondo quanto riferito da Sorical, la società che gestisce le infrastrutture idriche in Calabria. Un caso emblematico è quello dell’Abatemarco, che rifornisce numerosi comuni del Cosentino e subisce frequenti guasti, lasciando intere famiglie senza acqua.

Interventi urgenti per evitare il collasso

Con l’estate alle porte e l’allarme idrico sempre più pressante, diventa prioritario adottare misure di gestione e mantenimento della rete idrica per ridurre gli sprechi e garantire l’approvazione alla popolazione. La crisi idrica in Calabria è una realtà sempre più grave, che richiede interventi strutturali e politiche di gestione sostenibile delle risorse per evitare conseguenze ancora più drammatiche nei prossimi anni.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Da Firenze, il delegato Crui e rettore dell’Unical lancia una visione per gli atenei: formare...
Il 20 marzo l’Ateneo apre le porte alla cittadinanza per la Giornata Nazionale delle Università...
I sindacati: "servono soluzioni concrete per scongiurare gli ammortizzatori sociali e rilanciare il progetto industriale"...

Altre notizie

Altre notizie