Fondazioni in liquidazione in Calabria, un problema ancora irrisolto

Enti dismessi da anni continuano a pesare sul bilancio regionale, con debiti in crescita e liquidazioni mai concluse

Alcune Fondazioni calabresi, nonostante siano state messe in liquidazione da tempo, continuano a rappresentare un peso economico per la Regione. Tra le situazioni più critiche spicca quella di Calabria Etica, il cui iter di chiusura è fermo da oltre un decennio. L’ultima proroga concessa è scaduta il 31 dicembre 2024, ma nessun progresso è stato registrato. Il mancato completamento della liquidazione ha determinato un aumento delle passività e dei contenziosi, con conseguenti costi a carico della Regione.

A Catanzaro, la sede dell’ente, mai acquisita dalla Regione nonostante i numerosi annunci, è ormai inutilizzata. Le utenze risultano sospese per morosità e i debiti continuano a crescere, mentre nel Documento di economia e finanza regionale (Defr) si prevede una chiusura della liquidazione entro la fine del 2024. Tuttavia, la realtà appare ben più complessa.

Non è l’unico caso di liquidazione problematica: Fondazione Field, avviata verso la chiusura nel 2017, è stata definita dalla Corte dei Conti come una realtà con un quadro contabile di difficile ricostruzione. L’ultimo commissario nominato, Giuseppina Antonella Sette, resterà in carica fino a maggio 2025, mentre la Regione continua a sostenere debiti dell’ente, come il pagamento di 350mila euro per un contratto di affitto del 2012 mai onorato.

Un’altra vicenda controversa riguarda la Fondazione “Calabresi nel Mondo”, coinvolta in un’inchiesta giudiziaria per presunta distrazione di fondi comunitari. La liquidazione, iniziata nel 2015, è ancora in corso, con la Regione impegnata a risolvere le criticità che ne ostacolano la chiusura definitiva.

Secondo il Defr, la Regione Calabria detiene ancora partecipazioni in 15 società di capitali, di cui 5 in fallimento, una in liquidazione e 9 in attività. Tra queste ultime, una è destinata alla cessione. Il documento programmatico ribadisce l’intenzione di accelerare le liquidazioni ancora aperte, ma la situazione appare complessa e i costi continuano a gravare sul bilancio regionale.

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