La Corte di Assise di Appello di Catanzaro ha ridotto la condanna di Ettore Sottile a 20 anni di reclusione, riformando così la sentenza di primo grado che lo aveva condannato all’ergastolo. Sottile era stato riconosciuto corresponsabile dell’omicidio di Luca Bruni, esponente di spicco della ‘ndrangheta e reggente dell’omonima famiglia di Cosenza, ucciso a Rende nel gennaio 2012. La vicenda ha segnato uno dei momenti più violenti della criminalità organizzata calabrese, legata alle faide interne per il controllo del territorio.
Gli avvocati difensori di Sottile, Cesare Badolato e Pasquale Naccarato, hanno ottenuto un parziale successo, riuscendo a convincere la Corte d’Appello a rivedere le circostanze aggravanti riconosciute nel primo grado. Luca Bruni fu assassinato e il suo corpo venne successivamente occultato, un crimine che sconvolse la comunità e mise in luce la brutalità dei conflitti interni alla malavita calabrese.
La sentenza di primo grado, che condannava Sottile al carcere a vita, è stata quindi rivista alla luce delle nuove argomentazioni presentate dalla difesa. La Corte ha riconosciuto alcune attenuanti che hanno portato alla riduzione della pena a 20 anni, pur mantenendo la gravità del crimine commesso.