Le associazioni ambientaliste Legambiente Calabria, Lipu BirdLife Calabria e Wwf Calabria esprimono soddisfazione per il decreto che approva il nuovo Calendario venatorio 2024/2025, considerandolo coerente con le normative nazionali e internazionali per la tutela dell’ambiente.
In una nota condivisa indirizzata agli assessori regionali Giovanni Calabrese (Ambiente) e Gianluca Gallo (Agricoltura), le associazioni ambientaliste hanno lodato la decisione del Dipartimento territorio e tutela dell’ambiente di approvare il parere positivo della Valutazione di incidenza ambientale (VIncA), sancito con il decreto dirigenziale 11182 del 1° agosto 2024. Le associazioni hanno accolto favorevolmente il posticipo dell’apertura della caccia al 2 ottobre 2024, con alcune eccezioni, e i divieti imposti su specifiche specie e aree protette.
Misure approvate e impatti ambientali
Le organizzazioni hanno particolarmente apprezzato il posticipo dell’apertura dell’attività venatoria, previsto per il 2 ottobre 2024, con l’eccezione dei corvidi, colombacci e cinghiali, in conformità con il parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra). Ulteriori misure includono il divieto assoluto di caccia per alcune specie vulnerabili, come la Tortora selvatica, il Combattente, il Moriglione, la Pavoncella e le Morette (Aythya fuligula e Aythya nyroca).
La normativa introduce anche restrizioni importanti nelle Riserve naturali biogenetiche statali e nelle Zone speciali di conservazione (Zsc), vietando l’uso di munizioni al piombo, in particolare nelle zone umide e nelle aree fluviali. Questi divieti mirano a proteggere gli ecosistemi naturali della Calabria, già messi a dura prova dalla siccità e dagli incendi, aggravati dai cambiamenti climatici.
Conformità alle normative e tutela ambientale
Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria, Giorgio Giovanni Berardi, coordinatore regionale di Lipu Birdlife Calabria, e Angelo Calzone, presidente del Wwf Calabria, hanno sottolineato come queste decisioni siano in linea con la Costituzione italiana e le direttive europee. Le misure adottate sono ritenute indispensabili per proteggere habitat e specie che stanno affrontando pressioni crescenti, anche a causa degli effetti dei cambiamenti climatici e delle frequenti emergenze ambientali.
Infine, le associazioni ambientaliste hanno evidenziato come queste scelte rappresentino una risposta adeguata alle richieste della Commissione Europea, che a febbraio 2024 ha avviato una nuova procedura d’infrazione contro l’Italia per la mancata messa al bando delle munizioni al piombo nelle zone umide. Il decreto è quindi visto come un passo importante per allinearsi alle normative comunitarie e rafforzare la tutela ambientale.