La riunione del Consiglio regionale di giovedì 4 luglio si preannuncia priva di grandi novità sul tema dell’autonomia differenziata, secondo quanto dichiarato dal governatore Roberto Occhiuto. La riforma approvata dal Parlamento, tuttavia, continua a generare tensioni politiche e sindacali, coinvolgendo anche la maggioranza di centrodestra.
Divisioni interne alla maggioranza
Nonostante le rassicurazioni di Occhiuto, alcuni membri della maggioranza esprimono dissenso. I rappresentanti di Azione, ad esempio, hanno già dichiarato il loro supporto alla raccolta firme promossa dal centrosinistra per un referendum abrogativo della riforma. Questa iniziativa potrebbe rappresentare una prima crepa significativa nel fronte del “sì” alla riforma, potenzialmente destinata ad allargarsi.
Il fronte del “no” si organizza
Un vasto schieramento, che include Pd, M5S, Avs, Cgil, Uil e varie associazioni come Anpi, Arci e Acli, si sta preparando a promuovere il referendum abrogativo. Il quesito referendario verrà depositato la prossima settimana in Cassazione per avviare la raccolta firme necessaria.
La posizione del governo e le reazioni
Il ministro Roberto Calderoli, autore della legge, ha annunciato l’entrata in vigore delle nuove norme per il 13 luglio, con l’obiettivo di iniziare subito le trattative per le intese con Veneto e Lombardia. Forza Italia, dal canto suo, ha ribadito l’intenzione di creare un osservatorio del partito sui Livelli Essenziali di Prestazione (Lep), anche per rassicurare il governatore Occhiuto.
L’autonomia differenziata rimane un tema altamente divisivo, con ripercussioni politiche che potrebbero influenzare profondamente l’equilibrio del Consiglio regionale e del governo centrale.