«Noi di Generazione abbiamo in mente una città che parta “dal basso”, dalle nostre eccellenze, dai bisogni reali della comunità, in controtendenza a interessi di parte e personalismi, perché rappresentiamo una generazione libera. Libera da condizionamenti, da debiti di riconoscenza. Siamo una generazione che non ha paura, che ha conquistato con sacrificio ogni singolo traguardo raggiunto». A dirlo Andrea Perri, candidato al consiglio comunale di Rende per GenerAzione.
«Io per primo ho vissuto sulla mia pelle una scelta dolorosa: lasciare la mia terra per seguire le mie ambizioni, decisione non facile dopo aver vissuto per trent’anni a Rende, aver seguito tutto il percorso formativo e aver iniziato a lavorare per diversi anni nella nostra città. Oggi mi considero un privilegiato per aver avuto la possibilità di scegliere di tornare a casa. Ma so bene che moltissimi concittadini vivono da anni lontano, nella totale incertezza di un rientro. Con l’ansia del tempo che passa, di una vita da costruire, di una famiglia da immaginare e da realizzare».
«Eppure, una cosa possiamo dirla con orgoglio: non ci siamo mai tirati indietro. Questa sfida per noi rappresenta uno stimolo che deve portare la nostra generazione ad appropriarsi finalmente del presente per costruire, con visione e lucidità, il futuro nostro e dei nostri figli. Riteniamo che ogni discorso sullo sviluppo economico della città debba iniziare, prima di tutto da ciò di cui disponiamo già e partire da un cambio di paradigma. Appare più che mai necessario uno sviluppo “dal basso”, con tavoli partecipativi e di concertazione allargati, che crei interconnessioni tra le varie anime della nostra società, perché uno sviluppo economico vero non può essere calato dall’alto; non si esporta, ma deve nascere dalle nostre risorse, dalle competenze, dalle relazioni già presenti nelle comunità locali», ha proseguito Perri.
Il candidato al consiglio comunale di GenerAzione parla poi del campus di Arcavacata: «Abbiamo l’università non solo più grande, ma più bella d’Italia. Un campus che suscita stupore in chiunque lo veda. Abbiamo una fonte inesauribile di competenze, eppure ci limitiamo ad esportarla. Perché non abbiamo il diritto di scegliere di restare. Questo potenziale dobbiamo valorizzarlo qui, dove siamo cresciuti. Mettiamo in rete il nostro know-how, incentiviamo il capitale sociale, per favorire la nascita di nuove imprese».
«Costituiamo un asse forte tra Comune, Università e polo industriale. Attiviamo collegamenti tra Unical e polo industriale cosicché uno studente non automunito possa agevolmente raggiungere aziende presso le quali attivare tirocini curriculari ed extracurriculari. Realizziamo un incubatore che venga riconosciuto dal Mimit nel cuore del nostro parco industriale. Un luogo dove, come in tante esperienze virtuose italiane ed estere, la contaminazione di idee e la co-progettazione diano luce a nuove imprese. Dove le grandi realtà aziendali possano lavorare di fianco a spin-off accademici, start-up innovative, ma anche sociali. Perché lo sviluppo non ha solo a che fare con l’innovazione tecnologica e non si esporta: lo sviluppo si fa, qui, con le persone e con i luoghi, evitando scorciatoie, puntando a uno sviluppo lento ma duraturo, seguendo una logica di cura e rigenerazione più che di espansione immediata o speculativa».
«A Rende lo sviluppo economico non potrà arrivare per decreto, dall’alto. Le politiche pubbliche non possono limitarsi a inseguire investimenti esterni o grandi opere: devono invece valorizzare le esperienze locali, la classe imprenditoriale, le realtà giovanili, il tessuto associativo e le competenze legate all’università. L’amministrazione deve porsi come facilitatore di processi, non da regista assoluto. Deve saper ascoltare, attivare reti, creare spazi di fiducia e accompagnare chi è pronto a mettersi in gioco. È da qui che può nascere una nuova stagione di crescita vera, radicata e inclusiva», ha sottolineato Perri.
Il candidato per GenerAzione ha infine proposto: «Creiamo uno sportello “Facile impresa” all’interno del Comune: uno strumento concreto che permetta a un giovane di avvicinarsi all’imprenditoria senza essere bloccato da burocrazia e ostacoli, aiutandolo a intercettare fondi comunitari e opportunità economiche. Uno sportello che sia però centro di ascolto anche per i piccoli e medi imprenditori che oggi non sanno a chi rivolgersi per rispondere alle loro esigenze quotidiane».
«Valorizziamo il nuovo svincolo autostradale verso la zona industriale come nodo strategico per attrarre investimenti e ridisegnare il sistema dei trasporti commerciali. Revisioniamo il sistema della tassazione locale, con agevolazioni mirate per le aziende che investono in occupazione, sostenibilità e innovazione, e non deroghe sindacali in peius che ricadono esclusivamente sui lavoratori facendo leva sulle difficoltà del nostro mercato del lavoro».
«Avviciniamo i cittadini all’amministrazione, creando sportelli di prossimità, itineranti, attivi magari non tutti i giorni del mese ma che possano erogare in determinate date servizi essenziali come servizio anagrafe, servizio sociale o banalmente servizi informativi. Occupiamoci di sviluppare la digitalizzazione dei servizi, oggi minimo sindacale, e realizziamo un cruscotto digitale – userfriendly – di facile consultazione raggiungibile con i principali social networks attraverso cui il cittadino possa consultare autonomamente lo stato dell’arte dei progetti sui quali si sta lavorando, i motivi di eventuali ritardi, le azioni correttive intraprese/previste e le tempistiche di ipotetica realizzazione».
«L’auspicio è che i cittadini possano intuire la bontà del nostro programma e del fatto che ci sia bisogno di concretezza, energia e responsabilità, perché le sfide sono tante ma affrontabili con la dovuta determinazione e motivazione, che a noi non mancano».
«Vorrei anche che queste elezioni (e con questo lancio un appello a tutti i ragazzi della nostra città) entrasse nella storia di Rende per la più elevata affluenza giovanile mai registrata alle urne. Perché è da qui che passa il rinnovamento che tanto desideriamo: dalla presa di coscienza di tutti, soprattutto delle nuove generazioni. Perché esserci è l’unica strada per costruire una Rende davvero di tutti», ha concluso Andrea Perri.