Rendiconto Sociale Inps: a Cosenza la disoccupazione raddoppia rispetto alla media nazionale

Nonostante le criticità, segnala una certa "contraddittorietà" nei dati sull'occupazione e la disoccupazione. Nel 2023, infatti, si registra un saldo occupazionale positivo, ma con un aumento di contratti temporanei rispetto a quelli a tempo indeterminato

In provincia di Cosenza, solo il 20% dei contratti è a tempo indeterminato e il 44% dei lavori è considerato stabile, rispetto a una media nazionale del 61%. Ci sono 42.000 disoccupati, pari al 17,5%, un tasso che è più del doppio della media nazionale del 7,7% e superiore a quello regionale del 15,9%. Secondo Fausto Orsomarso, responsabile del Comparto Credito per il Dipartimento nazionale Economia di FdI, emergono tre questioni fondamentali: il calo demografico che contribuisce allo spopolamento delle aree interne, l’alta disoccupazione, in particolare tra le donne, e l’emigrazione giovanile dopo la formazione.

Orsomarso sottolinea l’importanza di un confronto tra politica, istituzioni e forze sociali per affrontare queste sfide e far sì che ci siano risultati concreti.

Nonostante le criticità, segnala una certa “contraddittorietà” nei dati sull’occupazione e la disoccupazione. Nel 2023, infatti, si registra un saldo occupazionale positivo, ma con un aumento di contratti temporanei rispetto a quelli a tempo indeterminato. Allo stesso tempo, mentre i disoccupati aumentano, il tasso di inattività diminuisce.

In Calabria, la base imprenditoriale comprende oltre 12.000 artigiani e 22.000 commercianti, con quasi 175.000 dipendenti totali, di cui 41.000 nel settore pubblico.

Orsomarso nota anche alcuni segnali positivi: l’aspettativa di vita alla nascita è in crescita, il patrimonio immobiliare è stabile e il PIL del Sud è in aumento. Tuttavia, invita a un cambio di mentalità e di governance per sfruttare queste opportunità di sviluppo. Infine, menziona misure recenti che favoriranno la presenza delle istituzioni e l’efficacia degli interventi, come l’assunzione di tecnici nei Comuni del Sud per attuare progetti del PNRR e l’assunzione di personale per l’INPS.

Redazione

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