Riserva Monte Caloria, stop dei Sindaci alla Regione: «Nessun coinvolgimento, serve un piano condiviso»

I primi cittadini di Fagnano Castello, Acquappesa, Cetraro e Malvito chiedono un tavolo d'ambiente immediato e ripropongono l'ipotesi del Parco della Catena Costiera

Monte Caloria Fagnano Castello

Giunge una dura presa di posizione unitaria da parte delle Amministrazioni locali di Fagnano Castello, Acquappesa, Cetraro e Malvito a seguito dell’annuncio della proposta di legge regionale per l’istituzione della “Riserva Naturale Regionale del Monte Caloria”. L’iniziativa legislativa punta a sottoporre a vincolo d’area protetta una superficie di circa 1.963 ettari ricadente nei confini dei quattro municipi interessati.

Attraverso una nota congiunta firmata dai sindaci Raffaele Giglio (Fagnano Castello), Francesco Tripicchio (Acquappesa), Giuseppe Aieta (Cetraro) e Francesca D’Ambra (Malvito), le amministrazioni locali hanno espresso forte disappunto per le modalità di predisposizione del provvedimento, appreso – evidenziano – esclusivamente a mezzo stampa e senza alcuna consultazione preliminare dei territori.

La posizione degli enti locali

I primi cittadini sottolineano come la tutela e la conservazione del patrimonio naturale del Monte Caloria rappresentino priorità condivise. Tuttavia, ribadiscono il ruolo centrale degli enti locali nella gestione del territorio e nel contrasto al fenomeno dello spopolamento, evidenziando che l’introduzione di vincoli ambientali deve necessariamente coordinarsi con precise strategie di sviluppo economico, turistico e occupazionale.

Per i rappresentanti del territorio, il successo di un’area protetta non può prescindere da un reale dialogo istituzionale, evitando scelte calate dall’alto che ridurrebbero i Comuni a meri esecutori di decisioni maturate in sedi regionali.

Le richieste alla Regione e le opzioni sul tavolo

I quattro Comuni hanno formalmente richiesto l’apertura immediata di un tavolo tecnico e politico con la Regione Calabria e gli organi di competenza. L’obiettivo è analizzare nel dettaglio gli aspetti chiave della proposta:

  • Delimitazione precisa dei confini e perimetrazione dei vincoli

  • Modello di governance dell’area protetta e gestione delle risorse

  • Valutazione di piani alternativi o coordinati, come la ripresa del progetto per l’istituzione del Parco Naturale Regionale di Monte Caloria e della Catena Costiera, ipotesi già oggetto di analisi strategica negli anni passati

Le amministrazioni si dicono pronte al confronto con spirito collaborativo e privo di contrapposizioni di parte, ponendo come condizione essenziale il rispetto istituzionale per le comunità locali.

Redazione

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