Continua a far discutere a Fuscaldo il fenomeno dei parcheggi selvaggi. Ma questa volta la vicenda assume contorni decisamente singolari: l’automobile al centro della segnalazione sarebbe infatti riconducibile al comandante della Polizia Locale. I fatti risalgono a qualche settimana addietro, ma stanno suscitando in questi giorni parecchio clamore in paese, proprio per il ruolo ricoperto dal proprietario del veicolo.
Secondo quanto segnalato, l’automobile sarebbe stata lasciata in sosta per oltre cinque ore in prossimità di una curva, lungo una strada particolarmente stretta, a doppio senso di circolazione e priva di stalli di parcheggio. Una posizione che avrebbe reso difficoltoso il passaggio degli altri mezzi e nella quale, sempre secondo le segnalazioni raccolte, si sarebbe sfiorato anche un incidente.
Fin qui, purtroppo, potrebbe sembrare una delle tante segnalazioni riguardanti la sosta selvaggia che periodicamente arrivano dai cittadini. La sorpresa arriva quando si scopre a chi sarebbe riconducibile l’automobile: proprio al comandante della Polizia Locale.
Una circostanza che ha inevitabilmente acceso commenti e discussioni in paese. Del resto, quando il veicolo finito al centro di una segnalazione per una presunta sosta irregolare appartiene proprio a chi, per funzione istituzionale, è chiamato a vigilare sul rispetto delle norme della circolazione stradale, il cortocircuito è difficile da non notare.
Quasi un piccolo scherzo del destino: i cittadini sono abituati a rivolgersi al Comando della Polizia Locale per segnalare automobili parcheggiate dove non dovrebbero; questa volta, invece, la segnalazione avrebbe condotto proprio all’auto del comandante.
Al di là dell’ironia che inevitabilmente accompagna la vicenda, resta però una questione seria. Una vettura lasciata in prossimità di una curva e in un tratto stretto può rappresentare un ostacolo alla circolazione e, soprattutto, un potenziale pericolo per automobilisti e pedoni.
L’episodio riporta quindi al centro dell’attenzione un problema più volte denunciato sul territorio: quello delle soste irregolari e dei rischi che possono derivarne. Con una particolarità, questa volta, destinata comprensibilmente a far discutere: a dare il “buon esempio”, secondo quanto segnalato, sarebbe stato proprio chi dovrebbe essere in prima linea nel far rispettare le regole.
Sulla vicenda sarebbe dunque opportuno fare piena chiarezza, anche per accertare l’esatta dinamica dei fatti e l’eventuale sussistenza dell’infrazione.
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