Il progetto di riqualificazione dello stadio comunale “Gigi Marulla” finisce al centro di una dura contestazione politica. I gruppi di minoranza del Consiglio comunale di Cosenza hanno sollevato formali rilievi su alcuni passaggi amministrativi cruciali, riguardanti sia l’affidamento della progettazione di fattibilità tecnico-economica (PFTE), sia la successiva aggiudicazione dell’appalto integrato.
Il nodo del compenso professionale
Il punto più critico evidenziato dai consiglieri di opposizione riguarda l’incarico affidato allo studio Gau Arena Architectural Design. La parcella, fissata a 131.619,25 euro (oltre oneri e IVA), risulterebbe secondo la minoranza sottostimata rispetto a un valore complessivo dei lavori di circa 5 milioni di euro.
Il sospetto sollevato dai firmatari della nota è che la determinazione del compenso sia stata influenzata da uno “sconto” applicato d’ufficio dalla stazione appaltante, finalizzato a mantenere l’importo al di sotto della soglia dei 140.000 euro. Tale manovra avrebbe permesso l’affidamento diretto senza il ricorso a una procedura competitiva. L’opposizione definisce “discutibile” tale espediente, ricordando che i prezzi di riferimento per le prestazioni professionali non dovrebbero essere derogabili se non con motivazioni rigorose.
Critiche sulla portata dell’intervento
Oltre ai profili tecnici, la minoranza contesta la narrazione politica dell’opera. Mentre l’amministrazione descrive l’intervento in termini di riqualificazione globale, i consiglieri sottolineano come, allo stato attuale, il progetto preveda esclusivamente l’avvicinamento delle curve al terreno di gioco, limitando sensibilmente l’impatto complessivo del restyling rispetto agli annunci iniziali.
Anomalie nella procedura di gara
Ulteriori perplessità riguardano la fase conclusiva della gara d’appalto, aggiudicata all’ATI composta da Ceta Spa e Impresa Nervoso. Secondo quanto denunciato, l’Assessore ai Lavori Pubblici avrebbe anticipato via social l’approvazione del progetto mentre l’iter amministrativo era formalmente ancora in corso. La circostanza di un vincitore apparentemente già individuato prima dell’ultima seduta di gara è stata definita “anomala” e sarà oggetto di approfondimento nella Commissione Controllo e Garanzia.
Richiesta di trasparenza e possibile esposto all’ANAC
La nota congiunta — firmata dai consiglieri Francesco Caruso, Giuseppe D’Ippolito, Alfredo Dodaro, Ivana Lucanto, Antonio Ruffolo, Francesco Spadafora e Michelangelo Spataro — chiama in causa direttamente il Sindaco e la Segretaria comunale in qualità di garanti della legalità dell’ente.
In assenza di spiegazioni puntuali e documentate, l’opposizione si è dichiarata pronta a investire della vicenda le autorità competenti, inclusa l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), per verificare la regolarità e l’imparzialità dell’azione amministrativa condotta finora.
