È stata completata l’autopsia sul corpo di Mohamed Amin Bessioud, il giovane di 25 anni di origine tunisina che si è tolto la vita giovedì pomeriggio a Cosenza nel corso di una perquisizione condotta dai Carabinieri. Sull’esito dell’esame autoptico vige al momento uno stretto riserbo.
I familiari del giovane, assistiti dall’avvocato Osvaldo Rocca, hanno espresso la volontà di vederci chiaro, chiedendo che vengano accertate con esattezza tutte le circostanze e la dinamica in cui è avvenuto il tragico gesto. Mohamed Amin Bessioud si trovava agli arresti domiciliari, misura disposta nell’ambito di procedimenti legati a reati di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti.
Secondo quanto riferito dalla madre e dai parenti, il venticinquenne soffriva da tempo di disturbi psichiatrici e in passato aveva già manifestato episodi di autolesionismo. La situazione di profonda fragilità e tensione era drammaticamente emersa poco prima della tragedia: sopraffatta dal dolore e dalla disperazione, la madre del giovane aveva tentato un gesto autolesionistico. Allarmati dalla situazione, i familiari avevano immediatamente richiesto l’intervento dei soccorsi del 118 e delle forze dell’ordine, il cui tempestivo arrivo aveva evitato conseguenze peggiori in quella fase di emergenza.
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