La rinuncia del professionista Fernando Caldiero alla presidenza del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Cosenza ha risolto sul piano formale il problema del doppio incarico, ma non spegne i riflettori sulla gestione della crisi societaria di Amaco. L’Unione Sindacale di Base (USB) è tornata a intervenire sulla vicenda, focalizzando l’attenzione sul futuro della mobilità cittadina e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali.
Incompatibilità e scelte amministrative
Sulla rinuncia dell’incarico da parte di Caldiero — nominato dall’assise cittadina il 14 luglio scorso e contemporaneamente curatore della liquidazione giudiziale dell’ex municipalizzata — l’organizzazione sindacale ha ribadito come la sovrapposizione evidenziasse un chiaro problema di opportunità istituzionale.
Pur scindendo le valutazioni professionali dai profili amministrativi, l’USB ha contestato a Palazzo dei Bruzi la mancata valutazione preventiva dei potenziali conflitti di interesse, considerata la precedente condizione del Comune quale socio unico dell’azienda di trasporto in liquidazione.
La vertenza occupazionale e il nodo dei 108 dipendenti
Il dibattito istituzionale si innesta in una fase delicata per le sorti dell’azienda, il cui esercizio provvisorio è fissato in scadenza al 30 settembre. Sul piatto restano le procedure avviate per la cessazione dell’attività e il licenziamento collettivo di 108 lavoratori, unitamente alla prospettiva di una vendita frazionata dei beni funzionali al servizio.
L’USB ha respinto l’impostazione che attribuisce al sindacato la responsabilità per il mancato perfezionamento del passaggio del ramo d’azienda, ricordando che il compito della rappresentanza dei lavoratori è quello di pretendere garanzie occupazionali certe e vincolanti. Secondo la sigla, la tutela dei crediti — seppur prioritaria nelle procedure concorsuali — non può essere l’unico elemento guida nella gestione di un servizio pubblico fondamentale.
La distinzione tra società e servizio pubblico
La posizione fondante del sindacato si basa sulla netta separazione tra le vicende societarie dell’Ente in liquidazione e la continuità della rete di mobilità urbana:
«Amaco è in liquidazione giudiziale, ma il trasporto pubblico urbano di Cosenza no. Non possono essere considerati in liquidazione il diritto alla mobilità, le competenze dei lavoratori, i mezzi e le infrastrutture indispensabili per la collettività.»
Di fronte alle interlocuzioni in atto tra la curatela, il consorzio Cometra, la Regione Calabria e Ferrovie della Calabria, il sindacato sollecita il blocco di qualsiasi atto che renda irreversibile la dismissione delle risorse aziendali. L’ipotesi prospettata mira a una regia pubblica — con il coinvolgimento diretto di Ferrovie della Calabria e il supporto di Cometra — per assicurare la prosecuzione del servizio senza interruzioni.
La richiesta di un tavolo di concertazione
Per superare la fase d’emergenza, l’USB richiede l’apertura immediata di un tavolo di confronto istituzionale allargato a:
-
Regione Calabria e Comune di Cosenza;
-
Cometra e Ferrovie della Calabria;
-
Giudice Delegato e Comitato dei Creditori.
L’obiettivo fissato dalla sigla sindacale è la stesura di un piano industriale per la mobilità dell’area urbana che preveda la sospensione dei licenziamenti, la definizione dei passaggi di cantiere per il personale e la salvaguardia del patrimonio strumentale necessario all’esercizio del servizio pubblico.
Seguici su
Aggiungi cosenzatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.