Il cronometro segna 40 minuti, ma per Sergio Carolillo la stagione è cominciata da appena cinque giorni. La sirena ha sancito la fine della prima amichevole, e il coach della Pirossigeno ha già la testa al prossimo allenamento. Lo si capisce dal modo in cui si ferma a parlare. «Castrovillari è una buona squadra ed è più avanti di noi nella preparazione – ha spiegato –. Hanno iniziato prima e in questo momento una settimana di lavoro in più si sente, soprattutto sul piano fisico e negli automatismi. Noi veniamo da pochi giorni di allenamento e, per essere la prima uscita, ho visto cose interessanti».
Il match ha confermato le sensazioni del tecnico. Nei primi tre quarti la squadra ha retto bene, tenendo il passo degli avversari e provando a mettere in campo le prime indicazioni tattiche. L’ultimo quarto, invece, ha visto la Pirossigeno calare, complice la stanchezza e la scelta di dare spazio ai giovani.
«In questa fase mi interessano soprattutto la disponibilità dei ragazzi, l’atteggiamento difensivo, la circolazione della palla e la capacità di iniziare a conoscersi dentro il gioco – ha aggiunto Carolillo –. Ci sono ancora tanti aspetti da sistemare: spaziature, tempi delle giocate, letture, equilibrio tra attacco e difesa. È normale dopo una sola settimana insieme».
Sull’ultimo quarto, il tecnico ha spiegato la scelta di ruotare la rosa: «Nell’ultimo quarto ho scelto di dare più spazio ai giovani e di gestire i minuti degli altri. Stiamo lavorando molto anche dal punto di vista fisico e non avrebbe senso caricare troppo la squadra già alla prima amichevole. Questa partita ci dà indicazioni utili e ci permette di capire dove intervenire – ha concluso Carolillo –. Il percorso è appena cominciato, adesso dobbiamo continuare a lavorare con continuità e costruire giorno dopo giorno la nostra identità».
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