Sanità Calabria, comitati all’attacco dopo lo stop della Corte dei Conti: «A rischio il nuovo Policlinico»

Il Comitato per la difesa dell'Annunziata contesta l'operato della Giunta Occhiuto. Sostegno popolare anche al referendum consultivo sul futuro dell'ospedale di Cosenza

Lo stop della Corte dei Conti alla delibera sul fine commissariamento della sanità calabrese ha innescato dure reazioni da parte dei movimenti civici territoriali. Il Comitato per la difesa dell’Annunziata, guidato da De Gaetano, ha espresso forti perplessità sulla reale tenuta del progetto sanitario elaborato dalla Regione, paventando il rischio di una nuova e profonda fase di crisi per la sanità pubblica locale.

Secondo la nota diffusa dal sindacato ispettivo del Comitato, il provvedimento è stato rinviato al Consiglio dei ministri per una nuova pronuncia da emettere entro trenta giorni.

Le critiche sulla procedura e i parametri LEA

Il movimento contesta anche l’iter politico-amministrativo seguito a livello ministeriale. Nel mirino c’è il ruolo del Ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli, il cui decreto viene ipotizzato dal Comitato come un potenziale punto di mediazione politica legato ai negoziati sull’Autonomia differenziata, piuttosto che un atto puramente tecnico dei ministeri competenti della Salute e dell’Economia.

Sul piano assistenziale, i rappresentanti dei cittadini evidenziano come il raggiungimento dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) sia al momento limitato al comparto ospedaliero, lasciando scoperte la medicina territoriale e la prevenzione. A ciò si aggiungerebbero l’assenza dei bilanci consuntivi approvati da parte delle Aziende sanitarie e il mancato completamento formale del Piano di rientro.

Incognite sui finanziamenti INAIL e la redistribuzione dei posti letto

L’attuale incertezza giuridica potrebbe avere ripercussioni anche sugli investimenti infrastrutturali, a partire dal progetto per la costruzione del nuovo Policlinico. L’Inail dovrà a breve vagliare la programmazione e, secondo il Comitato, l’instabilità in atto potrebbe metterne a rischio il finanziamento, limitando gli interventi alla sola riorganizzazione dell’attuale ospedale dell’Annunziata.

In merito alla rete ospedaliera, la proposta avanzata prevede una ripartizione paritaria dei posti letto tra il nosocomio civile e il futuro polo universitario, procedendo parallelamente alla valorizzazione delle altre strutture dell’hinterland. Secondo le linee d’azione previste dall’atto aziendale:

  • Mariano Santo: È programmato un incremento dagli attuali 19 a 79 posti letto.

  • Ospedale di Rogliano: La pianificazione prevede l’attivazione di 43 posti letto.

La sinergia tra questi presidi porterebbe un apporto di 122 posti letto complessivi da integrare alla dotazione dell’Annunziata.

Iniziative popolari: verso il referendum consultivo

Il dibattito sul futuro dell’assistenza sanitaria dell’area urbana coinvolge attivamente anche altre realtà associative. Il Comitato di quartiere “Via Panebianco” ha formalizzato il proprio sostegno all’iniziativa dell’associazione “31 Ottobre”, impegnata nella raccolta delle 2.859 firme necessarie, in base allo Statuto comunale, per indire un referendum consultivo.

L’obiettivo dei promotori è far coincidere la consultazione popolare con la tornata delle elezioni amministrative del 2027. La posizione espressa dai comitati di quartiere punta a salvaguardare la centralità dell’Annunziata, accogliendo lo sviluppo del polo clinico e di ricerca ad Arcavacata purché questo non comporti il depotenziamento delle funzioni storiche dell’ospedale cittadino.

Redazione

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