Il percorso verso la normalizzazione della gestione sanitaria in Calabria subisce un rallentamento a causa dei rilievi sollevati dalla Corte dei Conti. La magistratura contabile ha infatti sospeso la delibera del Consiglio dei ministri dello scorso aprile, un provvedimento che nelle intenzioni dell’esecutivo regionale avrebbe dovuto decretare la conclusione della gestione straordinaria, attiva da quindici anni.
Nonostante la battuta d’arresto, i vertici della Regione Calabria esprimono ottimismo circa un superamento dell’impasse, confidando in un intervento chiarificatore da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri per superare i dubbi interpretativi sorti intorno all’atto.
Il nodo delle competenze e il profilo politico
La questione centrale si sposta dal piano del consenso politico a quello della legittimità giuridica. Dal punto di vista normativo, l’approvazione di una delibera quadro in Consiglio dei ministri non sancisce l’immediato ripristino delle piene funzioni in capo al Presidente della Regione e alla Giunta; fino alla formale cessazione dello stato di supplenza, le competenze rimangono attribuite alla struttura commissariale. Resta da chiarire se l’efficacia del provvedimento decorra dalla delibera del Cdm o dal successivo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) attuativo.
Il dossier riveste inoltre una forte valenza politica per l’esecutivo nazionale, che aveva prospettato un rapido ritorno al regime ordinario già nel corso della campagna elettorale per le elezioni regionali dello scorso autunno.
Scadenze finanziarie e il riparto del Fondo Sanitario
L’attuale fase di incertezza si inserisce in un contesto temporale stringente. Entro il termine del 30 giugno, le Aziende sanitarie e ospedaliere calabresi sono chiamate ad approvare i rispettivi bilanci consuntivi.
Per sbloccare le procedure contabili delle singole aziende, è attesa una riunione della Giunta regionale finalizzata alla definizione del riparto del Fondo sanitario regionale, operazione propedeutica all’adozione dei documenti finanziari che necessita tuttavia di un quadro normativo definito da parte del governo centrale.
I rilievi procedurali della Corte dei Conti
La richiesta di chiarimenti formulata dalla Corte dei Conti si concentra sulla legittimità dell’iter amministrativo seguito a Roma. La magistratura contabile ha richiesto approfondimenti specifici su due aspetti principali:
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La titolarità della proposta: L’individuazione del fondamento normativo che ha consentito al Ministro per gli Affari regionali di farsi promotore della cessazione del commissariamento, previo parere favorevole dei dicasteri dell’Economia e della Salute.
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La diversità di rito: Le ragioni tecnico-giuridiche alla base dell’adozione di un percorso procedurale differente rispetto a quello ordinariamente previsto per la nomina dei commissari governativi.
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