Il Consiglio comunale di Cosenza, presieduto da Giuseppe Mazzuca, ha approvato all’unanimità una risoluzione bipartisan per chiedere ufficialmente alla Regione Calabria l’integrazione e l’aumento del Fondo Regionale per le Politiche Sociali (FRPS). La seduta straordinaria, svoltasi a Palazzo dei Bruzi, ha visto la partecipazione straordinaria dell’Assessore al Welfare della Regione Calabria, Pasqualina Straface, e del consigliere regionale Piercarlo Chiappetta, sancendo un momento di confronto diretto tra i diversi livelli istituzionali sulla tenuta del sistema socio-assistenziale locale.
Il nodo finanziario: rincari tariffari e deficit da 2 milioni
Al centro del dibattito vi è lo squilibrio economico generatosi nel corso dell’anno in corso. Come evidenziato nella relazione tecnica della dirigente del settore Welfare, Matilde Fittante, e recepito nel documento finale, l’aggiornamento dei requisiti e delle tariffe per le strutture residenziali e semiresidenziali – necessario per l’adeguamento salariale del personale e per fronteggiare i costi di gestione – ha ridotto l’impatto reale delle risorse disponibili.
Per l’anno in corso, la dotazione finanziaria complessiva dell’Ambito Territoriale n. 1 (Cosenza capofila) ammonta a:
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€ 2.249.163,00 suddivisi tra Fondo Nazionale (FNPS) e Fondo Regionale (FRPS);
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€ 152.640,00 dal Fondo Nazionale non Autosufficienza (FNA – annualità 2022) destinati ai centri diurni per la disabilità;
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Circa € 250.000,00 provenienti dai Ministeri dell’Interno e delle Finanze per i minori inseriti in struttura su provvedimento giudiziario.
A fronte di tali stanziamenti, il confronto con la spesa storica e il volume di utenze del precedente anno ha fatto emergere un disallineamento finanziario stimato in circa due milioni di euro. Una carenza che, senza correttivi, rischierebbe di tradursi in una drastica contrazione delle ammissioni a retta e nel blocco delle prestazioni per le fasce sociali più deboli.
Liste d’attesa e fattori di emergenza esterni
La pressione sugli uffici comunali è certificata dai numeri: su 193 istanze pervenute per l’inserimento in strutture residenziali e semiresidenziali, 165 sono risultate idonee ma restano subordinate alla copertura dei fondi, mentre ulteriori 60 domande sono già state depositate in vista della scadenza del 30 giugno. A queste si aggiungono circa 80 istruttorie in corso per l’accesso ai centri diurni tramite FNA.
Il sistema assistenziale dell’Ambito è inoltre gravato da tre specifiche variabili esterne, non differibili e non prevedibili in fase di bilancio:
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Provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria: Decreti di inserimento immediato di minori allontanati dalle famiglie d’origine.
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Ricoveri Fuori Ambito: Costi di gestione più elevati dovuti alla saturazione delle strutture ricettive locali.
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Procedure di “Codice Rosso”: Inserimenti urgenti e protetti per donne vittime di violenza di genere, i cui oneri gravano ad oggi interamente sulle casse municipali.
Il dibattito in aula: le posizioni dei consiglieri
La consigliera Bianca Rende, prima firmataria dell’ordine del giorno insieme al Presidente della commissione Welfare Giuseppe Ciacco, ha illustrato il documento evidenziando le criticità della governance territoriale introdotta dalla Legge 328/2000. Rende ha evidenziato come il passaggio delle competenze dalla Regione agli Ambiti abbia sovraccaricato i bilanci locali, specialmente a seguito dei nuovi standard tariffari non supportati da un incremento proporzionale dei trasferimenti regionali.
Il Presidente della commissione Welfare, Giuseppe Ciacco, ha rincarato la dose definendo la situazione emergenziale: l’aumento delle tariffe, a parità di risorse erogate, riduce di fatto il numero di utenti assistibili. Ciacco ha lanciato un appello affinché il diritto all’assistenza non sia subordinato alle capacità economiche dei nuclei familiari, ricordando l’incidenza delle nuove povertà sul territorio.
Dal fronte della minoranza, il consigliere Giuseppe d’Ippolito ha espresso una posizione di convergenza politica, dando lettura di alcuni punti poi confluiti nel testo unitario e rimarcando la necessità di escludere il comparto sociale dalle logiche di bandiera. Il consigliere Michelangelo Spataro ha ricordato come il disallineamento interessi l’intera Calabria, auspicando l’avvio di un tavolo di programmazione a lungo termine. Infine, Francesco Alimena (PD) ha proposto una revisione strategica dei fondi comunitari (PR Calabria FESR FSE+), sollecitando il reinserimento dei progetti di welfare territoriale all’interno dei piani di rigenerazione urbana e di sviluppo locale.
La replica della Regione e gli impegni dell’Ambito
L’Assessore regionale Pasqualina Straface ha risposto ai rilievi dell’aula confermando lo spirito di collaborazione ma ponendo l’accento sulla necessità di efficientare la macchina amministrativa locale. Straface ha rilevato che l’Ambito di Cosenza è il principale destinatario di risorse a livello regionale e ha sottolineato come i ritardi nazionali nei trasferimenti siano legati alle mancate rendicontazioni delle annualità pregresse sulla piattaforma del Ministero del Lavoro.
L’esponente della giunta regionale ha ricordato i recenti interventi finanziari, tra cui una ridistribuzione di economie che ha garantito a Cosenza 270 mila euro a copertura parziale dei deficit pregressi, e lo stanziamento di 13 milioni di euro per il fondo di contrasto alla povertà. L’Assessore ha manifestato la disponibilità della Regione ad aumentare il Fondo Regionale e accogliere nuove istanze solo a seguito dell’allineamento dei flussi di rendicontazione da parte degli uffici di piano. Nel breve termine, una risposta parziale arriverà dalle risorse addizionali introdotte dalla misura regionale sui “Buoni Servizio” (Delibera di Giunta n. 200 del 22 aprile 2026).
L’appello del Sindaco Franz Caruso
In chiusura di seduta, il Sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha ringraziato l’Assessore Straface per la presenza in aula, giudicandola un segno di rinnovata attenzione istituzionale rispetto al passato. Caruso ha richiamato i dati sulla povertà in Calabria – che interessa circa 120 mila famiglie – per sottolineare che la gestione del welfare richiede una responsabilità condivisa che superi gli steccati ideologici.
Il primo cittadino ha rivendicato la virtuosità dell’Ambito n. 1 nella gestione dei servizi e ha concluso annunciando che, in qualità di Presidente della Conferenza dei Sindaci, proporrà a tutti i Comuni del comprensorio di valutare un apporto economico straordinario nei limiti dei rispettivi bilanci, secondo il principio di leale collaborazione istituzionale, per garantire la tenuta dei servizi fino alla fine dell’anno economico.
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