La tensione è elevata all’Università della Calabria, dove l’Unione sindacale di base (USB) Lavoro Privato ha proclamato lo stato di agitazione per decine di operatori impegnati nei servizi di appalto. La crisi è scoppiata in concomitanza con la fase di transizione tra l’azienda uscente, la Csf Costruzioni e Servizi, e l’impresa mandataria subentrante, Snam.
Al centro della controversia vi è il mancato versamento delle retribuzioni e delle competenze di fine rapporto. A oltre venti giorni dalla scadenza prevista, la Csf ha erogato esclusivamente un acconto sull’ultima busta paga. Una somma considerata dalle sigle sindacali del tutto inadeguata a coprire le spese primarie dei dipendenti in questa delicata fase di passaggio.
Il nodo della “cessione del quinto”
La situazione è ulteriormente aggravata da una presunta anomalia amministrativa denunciata dal sindacato. Secondo quanto rilevato, la Csf avrebbe effettuato trattenute in busta paga relative alle cessioni del quinto dello stipendio, senza tuttavia versare le somme corrispondenti agli istituti finanziari. Tale anomalia espone i lavoratori al rischio di risultare inadempienti verso le banche, pur avendo già subito il prelievo forzoso in busta paga.
L’appello alla responsabilità solidale
Di fronte a tale scenario, l’USB ha formalmente chiamato in causa i soggetti istituzionali e aziendali coinvolti. In primo luogo la Snam, in qualità di capofila, e l’Università della Calabria, come ente committente dell’appalto. Richiamando l’articolo 29 del D.Lgs. 276/2003, il sindacato ha ribadito il principio della responsabilità solidale, che impone all’azienda mandataria di garantire il saldo dei crediti maturati dai lavoratori qualora il subappaltatore risulti inadempiente.
Le prossime tappe della mobilitazione
La mobilitazione è già stata avviata con l’invio di una diffida formale e la richiesta di attivare le procedure di raffreddamento e conciliazione presso la Prefettura. L’USB ha inoltre fissato un termine perentorio: in assenza del saldo integrale delle spettanze entro le prossime 48 ore, saranno avviate le procedure di sciopero per tutelare i livelli salariali e occupazionali. L’Ateneo di Arcavacata si trova ora a gestire una delicata questione di tutela sociale e legalità.
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