L’impennata dei prezzi del carburante rischia di generare una crisi senza precedenti nel tessuto socio-economico della Calabria. La segreteria generale della UIL Calabria, guidata da Mariaelena Senese, ha lanciato un fermo monito sulle ripercussioni che l’instabilità dei mercati internazionali produce in un territorio strutturalmente fragile. Con il gasolio stabilmente sopra la soglia dei 2,10 euro al litro, il sindacato paventa il rischio di una paralisi che investe non solo i comparti produttivi, ma il diritto stesso alla mobilità dei cittadini.
Il primato della vulnerabilità
Secondo quanto evidenziato dalla UIL, la Calabria detiene il primato nazionale per la povertà dei trasporti. I dati estratti dal Green Paper sulla mobilità indicano che oltre il 10% delle famiglie calabresi è vulnerabile ai costi degli spostamenti, una cifra che stride con la media nazionale e con il virtuoso 2% registrato in Trentino-Alto Adige.
Tale fragilità è acuita dalla configurazione del sistema regionale: il 91% degli spostamenti giornalieri avviene tramite mezzo privato. In assenza di un’alternativa pubblica efficiente, l’aumento del costo alla pompa si traduce in una “tassa impropria” che grava sui redditi più bassi, costringendo spesso i nuclei familiari a tagliare spese essenziali, come quelle destinate alla salute e all’alimentazione.
L’ombra della speculazione e il nodo trasporti
Il sindacato denuncia una marcata asimmetria nelle dinamiche di prezzo, definendo speculativa la velocità con cui i costi aumentano a fronte di variazioni del greggio, rispetto alla lentezza con cui flettono nelle fasi di calo. Per i lavoratori calabresi, molti dei quali impiegati in contesti precari o residenti in aree interne isolate, il possesso e l’uso dell’auto non rappresenta una scelta, ma un obbligo per accedere al mercato del lavoro e ai servizi minimi.
Sotto la lente della UIL finisce anche il Piano Regionale dei Trasporti approvato a marzo 2026. Nonostante gli ambiziosi obiettivi di raddoppiare l’uso dei mezzi pubblici e ridurre i tempi di percorrenza, il sindacato rileva un preoccupante divario finanziario: dei 33 miliardi di euro previsti per gli investimenti, ne risulterebbero effettivamente disponibili solo 21.
Le proposte: dal tavolo permanente ai voucher mobilità
Per arginare l’emergenza, la UIL Calabria ha formulato alla Regione tre richieste prioritarie:
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Sostegno diretto alle famiglie: L’attivazione di un tavolo permanente sull’energia e l’erogazione di voucher mobilità per le fasce economicamente più esposte.
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Tutela delle imprese: Misure di compensazione per i settori ad alto consumo di gasolio (pesca, agricoltura e logistica) attraverso i fondi residui del POR Calabria 2021-2027.
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Accelerazione del Piano Trasporti: Un cronoprogramma immediato che priorizzi le periferie urbane e le zone montane, anticipando gli investimenti per ridurre la dipendenza dal mezzo privato.
«I risultati attesi dal Piano Regionale — conclude la segretaria Senese — non possono restare una promessa a lungo termine. È necessario intervenire oggi per evitare che il costo del trasporto diventi una barriera insormontabile verso i diritti fondamentali».
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