La crisi del prezzo dei carburanti rischia di infliggere un colpo letale all’economia calabrese. Se l’impennata del costo del gasolio, ormai stabilmente sopra i 2 euro al litro, preoccupa l’intero Paese, in Calabria la situazione assume contorni emergenziali a causa di una fragilità strutturale storica e di costi logistici intrinsecamente più elevati rispetto al resto d’Italia.
L’impatto regionale: un comparto alla deriva
Tra il Pollino e lo Stretto, le imprese di trasporto merci si trovano a operare in un contesto di “allarme rosso”. La geografia della regione e le carenze infrastrutturali costringono i vettori a sostenere spese di gestione che l’attuale prezzo del carburante rende insostenibili. Secondo le denunce di Fedralog Calabria, molte realtà locali hanno smesso di produrre utili, limitandosi a una strategia di pura sopravvivenza per evitare la chiusura definitiva. Il paradosso è concreto: ogni chilometro percorso rischia di trasformarsi in una perdita netta per l’autotrasportatore.
La mobilitazione: motori spenti dal 17 maggio
Di fronte a quello che viene definito un “silenzio assordante” da parte delle istituzioni centrali, il coordinamento unitario Unatras ha rotto gli indugi proclamando il fermo nazionale dei servizi.
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Il calendario: Nel rispetto del codice di autoregolamentazione, lo sciopero generale è previsto per il 17 maggio.
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Le contestazioni: Le sigle di categoria giudicano del tutto insufficienti le misure adottate finora dal Governo, sottolineando come il mancato coinvolgimento delle organizzazioni di rappresentanza stia aggravando una fase già drammatica.
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Le altre sigle: Si registra inoltre la posizione di Trasportounito, che conferma un fermo di cinque giorni (fino al 24 aprile), mentre Assotir invoca interventi strutturali sulle fragilità del sistema piuttosto che il ricorso ai blocchi.
Le richieste: ossigeno per le imprese e revisione dei turni
Le associazioni di settore chiedono l’immediata attuazione del credito d’imposta da 100 milioni di euro, la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi per garantire liquidità e la compensazione dei rimborsi accise.
Al disagio economico delle imprese si aggiunge quello dei lavoratori. I sindacati regionali (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil Calabria) hanno acceso i riflettori sulle criticità della Grande Distribuzione Organizzata (GDO). La richiesta è chiara: una riforma immediata dell’organizzazione del lavoro e dei turni, diventati insostenibili in un quadro di incertezza generale che minaccia di paralizzare l’approvvigionamento delle merci in tutta la regione.
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