Con la fine del commissariamento della sanità calabrese, si apre una nuova fase gestionale per la Regione. Il Presidente Roberto Occhiuto, illustrando i dettagli del nuovo Piano concordato con i Ministeri dell’Economia e della Salute, ha tracciato la rotta per i prossimi anni, fissando come traguardo definitivo l’uscita dal Piano di rientro.
Gli obiettivi del nuovo Piano
Il documento programmatico punta con decisione sul potenziamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), con un’attenzione specifica all’area della prevenzione. Il cronoprogramma è ambizioso: il passaggio a tre macro-livelli di valutazione positiva (“area verde”) e il raggiungimento del pareggio di bilancio entro il prossimo triennio.
Il Governatore ha confermato l’intenzione di mantenere l’interim alla Sanità, sottolineando come la rinnovata autonomia amministrativa permetterà di sbloccare dossier precedentemente vincolati dal regime straordinario. Sul fronte della gestione amministrativa, è stata ribadita la linea della separazione tra politica e gestione tecnica: per i prossimi quattro anni, la selezione dei vertici sanitari resterà improntata a criteri di competenza extra-politica.
Liste d’attesa e nodi strutturali
Nonostante il risultato definito “storico”, la presidenza non nasconde le criticità residue di un sistema che sconta decenni di emergenza. In merito alle liste d’attesa, Occhiuto ha ridimensionato l’allarme, in attesa della pubblicazione dei dati ufficiali Agenas. Secondo il vertice della Cittadella, il fenomeno, pur presente in Calabria, risulterebbe paradossalmente meno critico rispetto ad altre realtà regionali italiane, inquadrandosi in un contesto di sofferenza nazionale del sistema sanitario.
Il confronto politico
Sul piano politico, il Presidente ha espresso gratitudine al Governo Meloni per il supporto nel percorso di uscita dal commissariamento, respingendo contestualmente le critiche delle opposizioni di centrosinistra.
Le accuse riguardanti un presunto accordo di scambio tra la fine della gestione straordinaria e il via libera alle pre-intese sull’autonomia differenziata sono state definite prive di fondamento tecnico. Occhiuto ha rimarcato come il voto della Calabria non fosse numericamente determinante per l’Esecutivo, etichettando come “ideologica” la posizione contraria assunta dalle sei regioni a guida centrosinistra in sede di Conferenza Stato-Regioni.
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