La sanità calabrese volta pagina. Dopo sedici anni di gestione commissariale, il governo nazionale ha ufficializzato la chiusura della fase straordinaria, restituendo alla Regione la piena competenza sul settore. La conseguenza più immediata di questo passaggio storico sarà il ripristino della figura dell’assessore alla Sanità, carica vacante dal 2009. Con ogni probabilità, sarà il presidente Roberto Occhiuto ad assumere direttamente la delega, eventualmente coadiuvato da un sottosegretario, per gestire in prima persona il comparto più rilevante del bilancio regionale.
Fine dell’alibi commissariale
Il superamento del commissariamento, avviato nel 2010 dall’allora governo Berlusconi per arginare un debito fuori controllo e livelli di assistenza (Lea) insufficienti, segna la fine di un’epoca di deresponsabilizzazione politica. Per anni, la classe dirigente locale ha attribuito alle scelte “calate dall’alto” la responsabilità delle criticità strutturali. Da oggi, la maggioranza di centrodestra assume la piena titolarità delle decisioni gestionali su ospedali e Aziende sanitarie, pur restando vincolata ai parametri del Piano di rientro.
Le novità fiscali e la gestione del personale
L’uscita dal regime speciale sblocca leve economiche fondamentali:
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Sblocco dei fondi: Risorse precedentemente vincolate alla copertura del disavanzo potranno essere destinate agli investimenti.
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Leva fiscale: La Regione acquisisce la facoltà di deliberare una riduzione delle aliquote Irpef e Irap, che per oltre un decennio sono state mantenute ai massimi livelli per ripianare il debito sanitario.
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Autonomia nelle assunzioni: Cade la “camicia di forza” ministeriale sulle politiche del personale. L’obiettivo è colmare i vuoti d’organico nelle corsie, un’emergenza che ha costretto l’amministrazione a ricorrere a medici stranieri (in particolare cubani) per garantire i servizi minimi.
La riforma delle Aziende e la sfida del territorio
Il nuovo corso prevede l’attuazione di una riforma organica che punta alla creazione di grandi Aziende ospedaliere provinciali, nate dall’accorpamento delle strutture hub e spoke sotto un’unica direzione. Parallelamente, le Aziende Sanitarie Provinciali (Asp) dovranno concentrarsi esclusivamente sulla medicina del territorio. Il potenziamento dell’assistenza di prossimità resta l’obiettivo prioritario per decongestionare i Pronto Soccorso, attualmente paralizzati da accessi impropri dovuti alla carenza di filtri territoriali. In questo contesto, l’efficacia delle Case e degli Ospedali di Comunità finanziati dal Pnrr rappresenterà il vero banco di prova.
Mobilità passiva e tensioni politiche
Resta da sciogliere il nodo della mobilità passiva, che vede la Calabria versare ogni anno circa 300 milioni di euro ad altre regioni per le cure dei propri residenti. Arrestare questa emorragia finanziaria e clinica è l’obiettivo dichiarato di Occhiuto per la legislatura in corso.
Tuttavia, il cambio di passo non è privo di polemiche. Mentre il governatore rivendica il risultato come una vittoria dell’autonomia regionale, le opposizioni sollevano dubbi su un possibile accordo politico legato al sostegno alla riforma dell’autonomia differenziata. Accuse che il presidente rispedisce al mittente, concentrando l’attenzione sulla scelta dei nuovi manager che dovranno guidare la sanità calabrese verso il definitivo superamento del Piano di rientro.
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