Resta avvolta nel riserbo la motivazione ufficiale che ha spinto la dott.ssa Maria Pompea Bernardi a rassegnare le dimissioni dall’incarico di referente sanitario dell’Asp di Cosenza. Il recesso, giunto in modo del tutto inaspettato, segue cronologicamente la fase di stallo legata al provvedimento di riorganizzazione dei reparti dello Spoke di Corigliano-Rossano, inizialmente emesso e successivamente oggetto di revisione.
La manovra prevista, coerente con le linee guida del Piano Sanitario regionale, dispone il trasferimento dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dal presidio “Compagna” di Corigliano al “Giannettasio” di Rossano. Nonostante l’abbandono della referente, l’azienda sanitaria, guidata dal commissario De Salazar, ha confermato la prosecuzione dell’iter di rimodulazione.
Reazioni politiche e ipotesi di pressioni esterne
L’addio della dott.ssa Bernardi ha generato un ampio dibattito tra i rappresentanti istituzionali locali. Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, unitamente alle consigliere regionali Rosellina Madeo (Pd) e Filomena Greco (Italia Viva), ha espresso preoccupazione, ipotizzando che la scelta possa essere maturata a seguito di presunte frizioni o pressioni politiche.
Secondo una parte dell’opinione pubblica e diverse forze politiche, la distribuzione delle specialità tra i due plessi ospedalieri rischierebbe di trasformarsi in un esercizio di equilibri di rappresentanza, a discapito di una programmazione basata esclusivamente sull’efficienza clinica e sui bisogni dei pazienti.
La controversia sul trasferimento di Cardiologia
Ad alimentare le tensioni si aggiunge la proposta, attribuita alla consigliera regionale Pasqualina Straface, di inserire nel piano di trasferimenti anche l’Unità di Cardiologia, prevedendone lo spostamento dal “Giannettasio” al “Compagna”.
L’ipotesi di scardinare un reparto recentemente ristrutturato e dotato di tecnologie avanzate, funzionali anche all’UTIC (Unità di Terapia Intensiva Cardiologica), ha sollevato forti perplessità tecniche. Le criticità emerse riguardano:
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Integrità dei presidi d’emergenza: Il “Giannettasio” dispone di una rete di servizi integrati che supportano l’attuale collocazione della Cardiologia.
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Logica clinica: L’accorpamento all’area medica del “Compagna” appare, secondo i detrattori, una scelta non supportata da effettive necessità di urgenza sanitaria.
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Cronoprogramma del nuovo ospedale: Alcuni osservatori ritengono che tali manovre correttive siano legate ai ritardi nella realizzazione della nuova struttura ospedaliera della Sibaritide.
Mentre l’Asp procede con i trasferimenti programmati per il fine settimana, la vicenda rimane al centro del monitoraggio politico, con l’esigenza prioritaria di garantire che la sanità del territorio risponda a criteri di trasparenza e funzionalità tecnica.
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