Entra nel vivo la fase di transizione per il servizio di trasporto pubblico locale nell’area urbana cosentina. In ottemperanza all’avviso di vendita e al verbale di aggiudicazione, mercoledì 8 aprile alle ore 17:00, la sede di Confindustria Cosenza ospiterà il primo incontro ufficiale tra la Curatela fallimentare, la nuova proprietà (Consorzio Autolinee Tpl) e le rappresentanze sindacali (Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal, Faisa Confail, Orsa e Ugl Trasporti).
Il piano industriale e l’esubero di personale
L’esame congiunto verterà sul piano di rilancio presentato dal Consorzio subentrante, strutturato su rigidi criteri di economicità e sostenibilità finanziaria. Il punto di maggiore attrito riguarda il perimetro occupazionale: a fronte degli attuali 110 dipendenti in forza presso la sede di contrada Torrevecchia, l’organico previsto dalla nuova proprietà è di 95 unità. Resta dunque da definire il destino dei restanti 15 lavoratori, attualmente esclusi dal piano di riassorbimento.
Lo stato di agitazione e le divergenze procedurali
Il personale di Amaco permane in stato di agitazione, con un presidio attivo davanti ai cancelli aziendali per sollecitare l’intervento delle istituzioni. Parallelamente alla convocazione in Confindustria, le sigle sindacali hanno trasmesso una nota a Prefettura, Regione e Ministero dei Trasporti per richiedere l’attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione.
Tale mossa ha tuttavia innescato un dibattito legale. Il Consorzio Autolinee Tpl, attraverso una comunicazione formale al Prefetto, ha sollevato dubbi sulla legittimità di tale procedura, evidenziando come essa non sia prevista dall’avviso pubblico della Curatela e risulti, a loro avviso, in contrasto con la normativa vigente per i casi di trasferimento d’azienda in ambito fallimentare.
La proposta di un polo pubblico regionale
Nel dibattito si inserisce anche la posizione dell’Usb Cosenza. Il sindacato di base propone una soluzione strutturale che vada oltre la gestione privata, suggerendo la creazione di un’unica azienda regionale pubblica per il trasporto su gomma, sul modello di altre realtà italiane, al fine di garantire la continuità dei servizi e la totale salvaguardia dei livelli occupazionali in Calabria.
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