La Smile Cosenza stende il PAOK e vola alle Final Eight di Conference Cup

Una prestazione di cuore e carattere regala alle cosentine una vittoria pesantissima (7-10) in terra greca

La Smile Cosenza Pallanuoto scrive una delle pagine più belle della sua storia recente, espugnando la vasca dell’AC PAOK con un netto 7-10. Un risultato che non solo regala il prestigio del successo internazionale, ma sancisce una qualificazione cercata, voluta e infine conquistata con le unghie e con i denti.

La partita era iniziata sotto i migliori auspici per le cosentine, capaci di portarsi subito sullo 0-2. Tuttavia, la panchina corta ha iniziato a farsi sentire nel secondo quarto, permettendo al PAOK di sfruttare le maggiori rotazioni. Le sorelle Karpidou hanno preso per mano le greche: con le doppiette di Vasileia-Iro e Symela-Melina (inframmezzate dal gol di Berikou), le padrone di casa hanno ribaltato il match fino al 5-3.

Il momento di massima sofferenza è arrivato al 16′: Symela-Melina Karpidou ha la chance del ko su rigore, ma trova l’opposizione monumentale di Divina Nigro, che ipnotizza l’avversaria e tiene a galla le sue. Nonostante il gol del +3 arrivato subito dopo sulla ribattuta, quella parata ha segnato la scintilla della riscossa.

Al cambio vasca, la musica è cambiata radicalmente. Nonostante la stanchezza, la Smile Cosenza ha sfoderato un terzo tempo “tennistico”, travolgendo le avversarie con un parziale incredibile di 0-6.

La rimonta è stata corale, Iva Rozic ha suonato la carica accorciando le distanze. Cristina Malluzzo ha finalizzato con classe una manovra avvolgente in superiorità numerica per il momentaneo 6-6. La capitana Federica Morrone (freddissima su rigore) e Nikki Meijer hanno completato le rispettive triplette, scavando il solco definitivo. A chiudere il parziale, una perla di Marta Misiti, capace di beffare il portiere greco con una deliziosa palomba.

Negli ultimi minuti il PAOK ha tentato il tutto per tutto. Symela-Melina Karpidou ha firmato il suo poker personale per il -2 e la capitana Morrone è stata costretta ad abbandonare la vasca per limite di falli. Nel momento di massima pressione, però, è salita ancora in cattedra Marta Misiti: sua la “sciabolata” sul palo lungo che ha trafitto la difesa ellenica e sancito il definitivo 7-10.

Al fischio finale è esplosa la gioia delle dieci atlete cosentine, protagoniste di una prova di resistenza e cinismo che profuma di impresa d’altri tempi. Il Cosenza vince, convince e, soprattutto, si qualifica per una storica finale.

 

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