Il Tribunale del Riesame di Palermo ha parzialmente accolto l’appello presentato dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione di appalti e concorsi nella sanità siciliana. I giudici hanno disposto nuove misure cautelari nei confronti di due indagati: l’ex deputato calabrese Ferdinando Aiello e l’imprenditore Sergio Mazzola.
Il provvedimento del Riesame
Nello specifico, per il cosentino Ferdinando Aiello — già consigliere regionale in Calabria e parlamentare — è stato stabilito l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Per Sergio Mazzola, invece, il tribunale ha disposto l’interdizione temporanea dall’attività d’impresa. Entrambi sono coinvolti nel filone d’indagine che ipotizza l’esistenza di un “comitato d’affari” dedito al condizionamento illecito della sanità pubblica nell’isola.
Respinte le richieste per altri sei indagati
L’ordinanza del Riesame ha invece rigettato il ricorso dei pubblici ministeri relativo ad altre sei posizioni. La Procura aveva impugnato il diniego del GIP agli arresti domiciliari per:
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Paolo Bordonaro
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Alessandro Caltagirone
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Marco Dammone
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Giuseppa Di Mauro
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Mauro Marchese
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Paolo Emilio Russo
Per questi ultimi, dunque, resta confermata la decisione del giudice di prime cure di non applicare la misura restrittiva richiesta dall’accusa.
Il nodo giuridico su Totò Cuffaro
Resta ancora aperta una delle questioni centrali dell’inchiesta: la qualificazione giuridica delle condotte contestate a Totò Cuffaro, ex presidente della Regione Siciliana. Il tribunale si è infatti riservato la decisione sulla richiesta della Procura di riqualificare l’accusa in corruzione, in merito a un presunto appalto illecito presso l’Asp di Siracusa. Originariamente, il GIP aveva inquadrato l’episodio nella fattispecie meno grave di traffico di influenze illecite.