Cosenza, il giallo della “Notte Bianco”: Corso Mazzini resta al buio tra polemiche e negozi chiusi

Doveva essere una serata di festa e shopping, si è trasformata in un caso politico. Il Comune rinvia l'evento per maltempo, ma il meteo è clemente: monta la protesta dei commercianti e dell'opposizione

A Cosenza a monta la polemica per l’annullamento della “Notte Bianc”. L’apertura straordinaria dei negozi lungo Corso Mazzini, attesa come un momento di rilancio per il centro cittadino, è sfumata all’ultimo momento.

La motivazione ufficiale fornita da Palazzo dei Bruzi punta il dito contro il maltempo, ma la giustificazione non sembra reggere alla prova dei fatti: il cielo sopra la città è rimasto sereno per tutta la serata. Secondo diverse indiscrezioni, il vero corto circuito sarebbe stato comunicativo: molti esercenti hanno lamentato di non aver mai ricevuto una convocazione ufficiale per l’evento, decidendo così di mantenere le saracinesche abbassate indipendentemente dalle previsioni meteo.

Non sono mancate le reazioni politiche. Il consigliere di minoranza Alfredo Dodaro ha colto l’occasione per attaccare duramente la Giunta guidata dal sindaco Franz Caruso. Con toni amari e ironici, Dodaro ha evidenziato l’assurdità di un annullamento avvenuto in assenza di pioggia, vento o fulmini : “Un flop mascherato da allerta meteo”, lasciano intendere dai banchi dell’opposizione, suggerendo che la decisione del Comune sia stata una mossa dell’ultimo minuto per evitare l’imbarazzo di un Corso Mazzini deserto e senza l’adesione dei commercianti.

L’episodio della Notte Bianca non è che la punta dell’iceberg di un malessere molto più profondo. Il dialogo tra l’amministrazione e le imprese locali è ai minimi storici, con il settore terziario provato da una crisi che continua a mietere vittime tra le attività storiche. Al centro della disputa ci sono le tariffe per l’occupazione del suolo pubblico, giudicate dagli operatori come “insostenibili” e “penalizzanti”. Nonostante le promesse emerse nell’ultimo confronto di fine novembre, la situazione resta in stallo: la riduzione immediata dei canoni per dare ossigeno alle imprese.

Mentre Palazzo dei Bruzi rimanda le soluzioni strutturali al prossimo biennio, la città si interroga sulla capacità dell’amministrazione di gestire i grandi eventi e, soprattutto, di sostenere il tessuto economico locale.

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