Il sottopasso ferroviario del quartiere Stazione, nella frazione di Taverna di Montalto Uffugo, è fermo da oltre un decennio, trasformandosi da potenziale facilitatore della mobilità a tangibile simbolo di inefficienze amministrative e burocratiche.
L’opera, il cui cantiere è stato inaugurato più di dieci anni fa, si è progressivamente arenata, caratterizzata da un avvio complesso e, secondo le testimonianze dei residenti e l’analisi del gruppo politico Morfeo, da una gestione approssimativa che ha portato all’abbandono.
Questa lunga fase di stasi ha avuto ripercussioni significative sul contesto urbano: l’area circostante risulta priva dei servizi attesi, il valore immobiliare è calato e, di conseguenza, la fiducia della popolazione nelle istituzioni ha subito un grave deterioramento.
Il gruppo Morfeo, pur riconoscendo il peso delle lungaggini burocratiche, respinge l’idea che esse possano fungere da giustificazione sufficiente per un blocco così prolungato. I rappresentanti del gruppo sottolineano che la situazione attuale è il risultato di “anni di rinvii, fondi pubblici impiegati senza risultati concreti e promesse rimaste sulla carta”.
La critica alla comunicazione istituzionale
Nelle scorse settimane, la polemica si è intensificata a seguito della diffusione di video promozionali e messaggi social da parte dell’assessore Alfredo Muto in merito al progetto.
Tale strategia comunicativa è stata definita “inopportuna” dal gruppo Morfeo, che la interpreta come un tentativo di “ripulire” l’immagine dell’opera attraverso l’uso di slogan, anziché affrontare in maniera risolutiva le cause profonde del problema.
Secondo il gruppo politico, i cittadini necessitano di “risposte chiare e verificabili, non di spot patinati”. Morfeo chiede l’immediata diffusione di un cronoprogramma pubblico da parte di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e una chiara assunzione di responsabilità da parte di tutte le figure politiche che hanno gestito il progetto, tanto nella passata quanto nell’attuale amministrazione.
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