Crisi del personale nella Polizia di Stato a Cosenza: allarme sicurezza in crescita

Sindacati e istituzioni locali chiedono interventi urgenti contro l’ondata di criminalità

Una forte carenza di personale e il mancato avvicendamento degli agenti starebbero mettendo a dura prova l’operatività della Polizia di Stato nella provincia di Cosenza. A lanciare l’allarme è Ezio Scaglione, segretario generale provinciale del Siulp, che sottolinea come la situazione attuale sia diventata insostenibile, soprattutto alla luce dell’aumento di episodi criminali e violenti registrati negli ultimi giorni su tutto il territorio.

Secondo quanto denunciato dal sindacato di polizia, l’incremento della criminalità si starebbe accompagnando a un immobilismo organizzativo interno, dove la mancata rotazione del personale starebbe limitando la capacità di risposta delle forze dell’ordine. Una problematica che non riguarda solo l’aspetto operativo, ma che coinvolge anche il clima lavorativo e l’efficienza generale del sistema di sicurezza locale.

La questione ha già attirato l’attenzione anche dei vertici delle confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, che, preoccupati per le ripercussioni sul tessuto sociale ed economico, hanno recentemente incontrato il prefetto di Cosenza. Durante il confronto, i sindacati hanno sollecitato misure immediate e strutturali per garantire maggiore protezione alla cittadinanza.

Particolarmente allarmante è la posizione di alcuni sindaci della provincia, tra cui quelli di Cetraro e Corigliano-Rossano, che hanno lanciato appelli pubblici denunciando la crescente preoccupazione delle comunità locali per il moltiplicarsi di atti intimidatori e violenti. Le amministrazioni locali temono, infatti, che ogni nuovo episodio possa avere conseguenze dirette sulla qualità della vita e sull’attrattività economica delle aree interessate.

Nonostante le rassicurazioni del governo e del Dipartimento della pubblica sicurezza, che hanno annunciato l’arrivo di dieci nuovi agenti, Scaglione definisce la misura insufficiente. “Con gli attuali organici – ha dichiarato – non possiamo illuderci di poter rafforzare efficacemente la lotta alla criminalità. Dieci unità non bastano, e soprattutto nessuno ha sentito la necessità di confrontarsi preventivamente con le rappresentanze sindacali.”

Un’accusa diretta a quella che viene percepita come una scarsa sensibilità politica da parte delle istituzioni centrali nei confronti delle esigenze del territorio e dei suoi operatori di sicurezza. Per il Siulp, la soluzione passa attraverso un piano di riorganizzazione più ampio, che preveda non solo nuovi innesti di personale, ma anche una revisione dei criteri di assegnazione e una maggiore attenzione al turnover.

L’auspicio del sindacato e delle sigle confederali è che la questione venga posta al centro dell’agenda istituzionale, con interventi che non siano solo di facciata ma capaci di incidere realmente sulla sicurezza e sul benessere delle comunità.

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