Si apre una settimana determinante per il futuro politico e giudiziario del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, atteso da un interrogatorio davanti alla Procura di Catanzaro nell’ambito di un’indagine che coinvolge anche alcuni membri del suo entourage. Il governatore sarà sentito, in qualità di indagato, dal procuratore aggiunto Giancarlo Novelli e dal pm Domenico Assumma. La data dell’interrogatorio, prevista in linea di massima per giovedì 25 luglio, non è stata ancora ufficializzata, lasciando in sospeso una fase cruciale dell’inchiesta.
Occhiuto ha rinunciato a rendere dichiarazioni spontanee, preferendo essere ascoltato in un interrogatorio formale, ritenuto più incisivo per chiarire la propria posizione. La scelta, secondo ambienti vicini al presidente, rientra nella volontà di accelerare l’uscita da una vicenda giudiziaria che sta influenzando pesantemente anche l’equilibrio politico regionale.
L’indagine è partita da una compravendita immobiliare legata a una società vitivinicola di Montegiordano ed è poi sfociata in una rete di sospetti che riguardano il cosiddetto “cerchio magico” del governatore. Al centro dell’inchiesta vi sono presunti incarichi fiduciari, scambi di favori e rapporti economici opachi. Due ex soci di Occhiuto, Paolo Posteraro ed Ernesto Ferraro, risultano coinvolti: il primo è oggi a capo dello staff del sottosegretario Matilde Siracusano, compagna del governatore, mentre il secondo è stato amministratore unico delle Ferrovie della Calabria.
Secondo la Procura, il rapporto tra Occhiuto e Posteraro sarebbe stato alterato da un presunto accordo corruttivo, in particolare in riferimento alla cessione di quote societarie a valori considerati non congrui. L’ipotesi degli inquirenti è che si tratti di una sopravvalutazione finalizzata a mascherare operazioni illecite. Occhiuto ha già replicato pubblicamente, sostenendo di aver venduto le quote a un prezzo inferiore rispetto al mercato e definendo la transazione come un affare privato, completamente trasparente. Il governatore ha invitato la magistratura a verificare ogni dettaglio, supportato dai pareri tecnici dei suoi consulenti.
Intanto, l’inchiesta sta ridisegnando gli equilibri interni della Regione Calabria. Diverse figure chiave dell’amministrazione Occhiuto sono finite sotto osservazione o hanno già subito contraccolpi. L’ultimo caso riguarda Andrea Bruni, professore universitario e nuovo primario della Terapia Intensiva dell’ospedale “Annunziata” di Cosenza, il cui nome è finito nel registro degli indagati nell’ambito di un’inchiesta sulla sanità. La sua nomina a direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza dell’ospedale Hub è stata bloccata, con la posizione assegnata al dottore Roberto Ricchio.
Prima di Bruni, Ernesto Ferraro era stato rimosso dal ruolo di amministratore unico delle Ferrovie della Calabria, pur restando direttore generale. Anche Luciano Vigna, manager fidato di Occhiuto e unico tra i citati a non risultare indagato, rischia di perdere la guida dell’Arrical, l’autorità regionale che gestisce i servizi idrici e dei rifiuti. Vigna mantiene però la carica di capo di gabinetto della Presidenza e di commissario della Calabria Film Commission.
La pressione giudiziaria ha quindi avviato una fase di smantellamento progressivo del blocco di potere costruito negli ultimi anni attorno al presidente, con numerosi incarichi revocati o congelati in attesa di chiarimenti.
In questo clima di incertezza, l’interrogatorio di Occhiuto sarà determinante per il prosieguo dell’indagine e per le sorti del suo mandato politico, mentre l’intero sistema amministrativo regionale resta sospeso tra attese, dimissioni congelate e poteri in ridistribuzione.
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