Riaperto il caso Manuel Cesta: nuove indagini per chiarire i soccorsi

Il gip del Tribunale di Paola accoglie l’istanza della famiglia: entro 60 giorni dovranno essere accertati eventuali ritardi nelle operazioni di salvataggio

La tenacia di un nonno ha riaperto un caso che sembrava ormai archiviato. È quella di Gerardo Cesta, noto a tutti come nonno Gerry, che non ha mai accettato la fine tragica del nipote Manuel, morto a soli 25 anni in un incidente stradale il 12 agosto 2019 sulla Statale 283 delle Terme, in provincia di Cosenza. Una morte che, secondo la famiglia, si sarebbe potuta evitare se i soccorsi fossero stati tempestivi.

A distanza di anni, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Paola, Carla D’Acunzo, ha disposto nuove indagini da completare in 60 giorni, accogliendo l’opposizione all’archiviazione presentata dall’avvocato Giulio Tarsitano, legale della famiglia Cesta. La richiesta si fonda sulla necessità di verificare la gestione dell’emergenza dopo l’incidente, con particolare attenzione a eventuali omissioni o ritardi nei soccorsi.

Il procedimento penale, attualmente a carico di ignoti, era stato originariamente chiuso nel settembre 2020. Tuttavia, già nell’ottobre 2022, la stessa Procura di Paola aveva riconosciuto l’opportunità di un approfondimento, accogliendo la richiesta di riapertura avanzata da nonno Gerardo. Non si trattava di rivedere le dinamiche dell’incidente – su cui c’era già stata un’indagine conclusa nel 2021 con l’archiviazione della posizione dell’unica indagata, la conducente dell’altra vettura coinvolta – ma di analizzare un aspetto mai realmente affrontato: la catena dei soccorsi.

Secondo il nonno di Manuel, il giovane avrebbe potuto sopravvivere se le operazioni di salvataggio fossero state eseguite con maggiore celerità ed efficienza. Lo stesso ha sporto una nuova querela, spingendo il gip a ordinare una rivalutazione delle condotte tenute da quanti hanno preso parte agli interventi sanitari e operativi successivi all’incidente.

Il gip ha ritenuto insufficiente la motivazione addotta per l’archiviazione del caso, sottolineando come l’opposizione della parte civile contenga elementi meritevoli di approfondimento. Gli atti sono stati dunque restituiti alla Procura con l’indicazione di accertare eventuali responsabilità non nei confronti della precedente indagata, ma di soggetti mai coinvolti in procedimenti penali legati al caso.

Manuel Cesta è deceduto durante il trasporto in ospedale a seguito di gravi lesioni, un dettaglio cruciale che sarà al centro delle nuove verifiche. Gli inquirenti dovranno ora stabilire se vi siano state mancanze o negligenze da parte dei soggetti incaricati delle operazioni di soccorso, valutando anche i tempi di intervento e le procedure adottate quel giorno.

L’obiettivo della famiglia è ottenere verità e giustizia, più che un colpevole: accertare se la tragedia si sarebbe potuta evitare, almeno in parte. Con questa ordinanza, il Tribunale di Paola rilancia un’indagine che potrebbe ora fare luce su una parte oscura della vicenda e su un possibile corto circuito nei meccanismi di emergenza.

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