Calabria, povertà in aumento: Mammoliti (Pd) propone un “Reddito di dignità”

Cresce l’allarme sociale nella regione: mancano pane, servizi e sostegni pubblici. Il consigliere Pd chiede un intervento strutturale e immediato

In Calabria la crisi sociale è ormai fuori controllo. Una regione dove, secondo il consigliere regionale del Partito Democratico Raffaele Mammoliti, la povertà dilaga e i servizi essenziali sono spesso assenti, lasciando migliaia di famiglie senza mezzi di sostentamento e con una qualità della vita sempre più bassa. Mammoliti, intervenuto pubblicamente con una dura denuncia, ha sottolineato come la Calabria rappresenti uno dei territori a più alto rischio di esclusione sociale in Italia e in Europa, nonostante le ingenti risorse disponibili attraverso Fondi comunitari e PNRR.

“La vulnerabilità economica e sociale ha raggiunto livelli inaccettabili”, ha affermato il consigliere, lanciando un appello all’assessore regionale alle Politiche sociali, Caterina Capponi, affinché vengano adottati con urgenza provvedimenti di sostegno concreto. Tra le iniziative più urgenti, Mammoliti ha segnalato la necessità di garantire il proseguimento delle attività di Casa San Francesco, struttura essenziale per l’assistenza ai più fragili. Il rischio di chiusura di questo presidio rappresenta, secondo Mammoliti, un segnale gravissimo per il tessuto sociale calabrese.

A questo proposito, il consigliere ha espresso apprezzamento per l’aumento del contributo al Banco Alimentare della Calabria, deciso all’unanimità dal Consiglio regionale. Un passo importante, ma ancora insufficiente a fronteggiare l’emergenza povertà che sta piegando intere comunità.

Oltre alla difesa dei presidi già attivi sul territorio, Mammoliti ha rilanciato una proposta strutturale per rispondere alle esigenze dei cittadini esclusi da ogni forma di sostegno. Si tratta del Reddito di Dignità, un’iniziativa di legge regionale già depositata nel dicembre 2023 e attualmente al vaglio della Commissione competente. Il testo prevede un sussidio mensile di 500 euro per oltre 10.000 persone, rimaste senza alcuna copertura economica a seguito dell’abolizione del Reddito di cittadinanza.

“Difendiamo il ruolo insostituibile dei presidi solidali, ma è lo Stato che deve garantire prestazioni universali e un vero welfare,” ha aggiunto Mammoliti, sottolineando l’esigenza di un approccio multidisciplinare nella presa in carico delle persone vulnerabili. Il consigliere ha poi criticato l’atteggiamento della maggioranza regionale, accusata di trascurare l’urgenza sociale per inseguire altre priorità.

Mentre in alcune case manca persino il pane, cresce la sensazione di un progressivo abbandono da parte delle istituzioni. I “diagrammi di speranza” sono negativi, come li definisce Mammoliti, in una regione dove la marginalità si è trasformata in normalità.

Il messaggio del consigliere Pd è chiaro: serve un intervento immediato e strutturale. Non bastano gesti simbolici o contributi isolati. È necessario ricostruire un sistema di welfare pubblico che assicuri dignità, lavoro e accesso ai diritti fondamentali, a partire dalla salute e dall’alimentazione.

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