Pnrr in Calabria: la Cisl esprime preoccupazione per i ritardi e chiede un’accelerazione

Scadenze imminenti e una gestione da rivedere per evitare la perdita di fondi. L'allarme del Segretario generale Lavia ha evidenziato che la scadenza fissata per il 2026 si avvicina rapidamente

La Cisl calabrese ha sollevato serie preoccupazioni riguardo ai ritardi che stanno caratterizzando l’attuazione degli interventi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) nella regione. Il Segretario generale Giuseppe Lavia ha evidenziato che la scadenza fissata per il 2026 si avvicina rapidamente, e i progressi compiuti finora sono insufficienti. Secondo i dati di Open Coesione, la Calabria ha raggiunto solo il 13% dei pagamenti previsti, un valore decisamente basso, soprattutto se si considera che altre regioni meridionali arrivano a percentuali superiori al 20%.

I settori più colpiti dai ritardi sono quelli della “missione Salute” e delle Infrastrutture, con quest’ultimo che ha registrato un arretrato significativo. In particolare, la “missione Salute”, che ha una dotazione complessiva di 500 milioni di euro, ha visto solo l’8% dei pagamenti effettivi, una cifra che preoccupa ulteriormente considerando l’importanza dei settori sanitari nell’ambito di una ripresa economica post-pandemia.

I tempi lunghi nella realizzazione delle opere pubbliche sono un problema ricorrente non solo in Calabria, ma in tutta Italia, dove le tempistiche del Pnrr sembrano non conciliarsi con i ritmi della burocrazia e della progettazione pubblica. Tuttavia, la situazione in Calabria appare particolarmente critica, con una forte necessità di accelerare la spesa e garantire il completamento degli interventi previsti.

A maggio 2025, i dati mostrano che 5,6 miliardi di euro erano già stati assegnati a progetti nella regione, pari al 4% del totale nazionale. Le gare aggiudicate per opere pubbliche ammontavano a 1,4 miliardi di euro, con l’87% del valore complessivo già bandito. Tuttavia, lentezza e inefficienze rischiano di compromettere l’utilizzo completo di queste risorse.

Per evitare che la Calabria perda importanti opportunità, Lavia ha sottolineato la necessità di un’accelerazione della spesa e di un supporto maggiore ai soggetti attuatori, che sembrano essere i principali responsabili dei ritardi. Inoltre, senza una proroga delle scadenze, alcuni progetti potrebbero risultare irrealizzabili entro la fine del 2026, e quindi necessiteranno di essere spostati su altre fonti di finanziamento.

In conclusione, il Segretario della Cisl ha lanciato un appello affinché la regione non perda risorse e preservi la natura aggiuntiva dei finanziamenti previsti dal Piano sviluppo e coesione, un’opportunità che, se gestita correttamente, potrebbe contribuire significativamente alla crescita e allo sviluppo della Calabria.

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